C’erano uomini duri che praticavano la nobile arte del poker durante i selvaggi anni del vecchio west, dove i saloon stavano aperti tutta la notte, le prostitute bevevano wiskey e la puzza di fumo impregnava l’aria come uno spogliatoio maschile dopo l’ora di ginnastica.
Il poker si gioca dalla notte dei tempi, mica solo da quando l’ha deciso Phil Hellmuth! Molto prima che Scotty Nguyen bevesse la sua prima birra, molto prima che Chris Moneymaker vincesse il main event WSOP, molto prima che Doyle Brunson vincesse due main event di seguito con la stessa schifosissima mano, molto prima che il server di PokerStars diventasse il bersaglio principale delle invettive dei giocatori di italiani, c’erano uomini duri, ma anche donne ancor più dure, che praticavano la nobile arte del poker durante i selvaggi anni del vecchio west, dove i saloon stavano aperti tutta la notte, le prostitute bevevano wiskey tra un amplesso e l’altro e la puzza di fumo impregnava l’aria come uno spogliatoio maschile dopo l’ora di ginnastica.
Queste sono solo alcune delle storie più caratteristiche che hanno alimentato la popolarità di questo gioco in quegli anni così duri.
La leggenda di Poker Alice.
Una delle donne più incredibili del vecchio west. Nel 1860 si trasferì dall’Inghilterra al Colorado, sposando un ingegnere minerario con la passione del poker. Alice seguiva il marito nei saloon ed ha iniziato a giocare per conto suo dopo la morte del consorte, tanto da guadagnarsi il “nick” di Poker Alice. In poco tempo arriva a guadagnare oltre cinquemila dollari, una cifra enorme per quell’epoca e dal Colorado si trasferisce a New York per andare in pensione dove finisce per gestire un bordello. Curiosamente, nonostante i suoi modi non molto ortodossi, si rifiuterà sempre di giocare a poker la domenica, per impartire lezioni di catechismo.
L’origine del termine “nuts”
Nel poker il termine “nuts” sta ad indicare una mano imbattibile, con la quale non si può perdere. Il termine risale al vecchio west, quando molto spesso i giocatori puntavano anche il loro cavallo ed il carro sul quale viaggiavano, quindi letteralmente tutto quello che avevano. Per far si che non potessero poi scappare, leggenda vuole che si usasse staccare il dado della ruota del carro (in inglese the nuts) e la si mettesse nel pot a simboleggiare la puntata. Pareva ovvio che uno che si giocasse tutto quello che aveva al mondo, non potesse che avere una mano imbattibile, il nuts!
Canada Bill, il più grande truffatore della storia
William “Canada Bill” Jones ha giocato a poker lungo il fiume Mississipi durante la metà del 1800. Baro leggendario che trovava sempre polli da spennare, totalmente ignari del destino a cui andavano incontro giocando a poker contro di lui. Peccato solo che le sue vincite sono state sistematicamente perse in altre partite con truffatori più capaci ed alla fine sia morto povero in canna. Quando un suo amico cercò di avvertirlo che stava andando a giocare una partita in presenza di numerosi truffatori, Canada Bill rispose: “Si lo so, solo che è l’unica partita disponibile in città”
Wild Bill e la mano dell’uomo morto.
Un grande classico del poker. Il 2 agosto 1876 a Deadwook in South Dakota, Wild Bill Hickok è stato colpito a morte da Jack McCall durante una partita di poker, perché McCall credeva Will Bill stesse barando. La mano che aveva Wild Bill era una doppia coppia di assi ed otto. Da quel giorno la mano A8 è universalmente conosciuta come la mano dell’uomo morto.
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.