Essere tra i finalisti del Main Event delle WSOP è già un traguardo storico, obiettivo di ogni giocatore di poker. Per essere invece il Campione bisogna superare gli ultimi otto avversari. E per Federico Butteroni sarà doppiamente difficile visto che è ultimo in chips tra i November Nine.
Federico Butteroni giocherà a novembre il tavolo finale del Main Event delle WSOP 2015, partendo però da ultimo in chips con solo 6.200.000 chips. Ovvero 15,5 big blind o, meglio, il 3,2% di chips in gioco. A partire da strafavorito sarà invece Joe McKeehen che con 63.100.000 detiene il 32,8% di tutti gli stack in gara.
C’è però un precedente incoraggiante, anzi più di uno, a dar coraggio al player azzurro. Lo scorso anno lo svedese Martin Jacobson cominciava il tavolo finale del ME WSOP 2014 con solo il 7,4% delle chips. Certo, la situazione alla partenza dell’atto finale del torneo era ben diversa, con un particolare equilibrio tra i nove finalisti, con Jorryt van Hoof primo con 38.375k mentre Bruno Politano, nono, aveva 12.125k.
Andando indietro nel tempo c’è da dire però che il chip leader dei November Nine soltanto una volta è poi risultato campione del Mondo. Capitò nel 2010, proprio l’anno in cui avevamo il nostro primo N9, ovvero Filippo Candio. In quella occasione il canadese Jonathan Duhamel deteneva il 30% dei gettoni in gara e riuscì a mantenere questa sua posizione di privilegio fino alla fine.
Nel 2007 invece, quando il tavolo finale del ME WSOP non si giocava ancora a novembre, un altro precedente incoraggiante per il nostro Butteroni visto che quell’anno a vincere fu Jerry Yang, partito da penultimo tra i finalisti, con il 6,6% della percentuale di stack. Incredibilmente il chip leader di quel final table, Philip Hilm, fu il primo ad esserne eliminato.
Altre grandi rimonte effettuate nel corso degli ultimi 10 anni di World Series sono state quelle di Pius Heinz nel 2011 (16.425.000 chips pari all’8% del totale); Joe Cada nel 2009 (13.215.000 pari al 6.8%); Jo Hachem nel 2005 (5.420.000 pari al 9,6%). C’è però da specificare che nel caso di Joa Cada, nel 2009, pur partendo con solo poco meno del 7%
delle chips in gara, il giovane statunitense aveva ancora in dote ben 55 big blinds essendo stato formato il final table del torneo in maniera più rapida rispetto alla norma. Basti pensare che l’anno dopo Michael Mizrachi, finalista con il 6,6% delle chips totali, aveva soltanto 29 blinds da giocare.
Sarà dura quindi per Federico riuscire a scalare più posizioni possibili, per ottenere un premi in denaro sempre più alto e per avvicinarsi il più possibile ad un sogno che potrebbe davvero realizzarsi, ma non impossibile. I precedenti ci sono e sono piuttosto
incoraggianti. Anche se nessuno è mai riuscito a vincere il ME WSOP partendo da ultimo in classifica al tavolo finale. Ma questo è solo il rovescio della medaglia. E per la legge dei grandi numeri potrebbe, e dovrebbe, accadere presto.
Giocatore — Stack — % di chips — BBs
Joe McKeehen 63.100.000 32.8% 158
Ofer Zvi Stern 29.800.000 15.5% 74.5
Neil Blumenfield 22.000.000 11.4% 55
Pierre Neuville 21.075.000 10.9% 53
Max Steinberg 20.200.000 10.5% 50.5
Thomas Cannuli 12.250.000 6.4% 31
Josh Beckley 11.800.000 6.1% 29
Patrick Chan 6.225.000 3.2% 16
Federico Butteroni 6.200.000 3.2% 15.5