Presto saliranno ad otto i casinò in Italia? Il governo ci pensa!

Si sa, per chi ama il gioco e sopratutto il poker, abitare lontano da Sanremo, Campione, Venezia o Saint Vincent è un bel problema. La soluzione sarebbe aumentare il numero di case da gioco e forse presto il desiderio di molti sarà avverato.

Si sa, per chi ama il gioco e sopratutto il poker, abitare lontano da Sanremo, Campione, Venezia o Saint Vincent è un bel problema. La soluzione sarebbe aumentare il numero di case da gioco e forse presto il desiderio di molti sarà avverato.

 

Il governo ha infatti in mente di aprire quattro nuove case da gioco in Italia e i tecnici di Mef e Viminale hanno inoltre già trovato i comuni candidati a tale scopo, sono: Montecatini, Anzio, Salerno, Bari, Fasano e Taormina. Tra questi sei comuni, quattro di loro avranno la possibilità di ospitare un nuovo casinò. Probabile che la scelta ricadrà su Montecatini, Anzio e due comuni tra Salerno, Bari o Fasano e Taormina, così tutto lo stivale sarà servito da almeno una casa da gioco.

 

Ovviamente per ora si tratta solo di voci, che però trovano il consenso (quasi) di tutti. Come riportato da Gioconews, favorevole all’apertura di nuove casa da gioco lo è anche il senatore di Lega Nord Giacomo Stucchi, che dice: “Sono favorevole all’apertura di nuove case da gioco, con una gestione controllata principalmente dal ‘pubblico’, mentre la gestione operativa potrebbe essere affidata ad una o più società, anche private, come ho già detto in altre occasioni. Le case da gioco sono, a differenza di altre forme di gioco, facilmente controllabili, essendo una realtà molto diversa dalle slot machine, e potrebbero fare da contrappeso all’eccessiva diffusione dei punti di gioco. Possono poi generare occupazione sia diretta che indiretta per il territorio dove sono ubicate: non solo turismo ma anche manutenzione del territorio, con l’impulso positivo che riceverebbe il settore alberghiero, la ristorazione, la cultura. Come nel caso di San Pellegrino Terme che riutilizzerebbe un edificio storico. Il casinò è certamente una fonte di ricchezza per il territorio. Penso che la gestione operativa affidata ad una società privata possa garantire la buona conduzione aziendale e la ricerca di un’ottimizzazione delle risorse d’impresa e quindi dei relativi utili”.

 

Il deputato di Forza Italia Gregorio Fontana pensa invece che “l’apertura di nuove case da gioco con regole ben precise può essere anche una risposta all’indirizzo dato nella delega fiscale tristemente fallita, concentrare il più possibile i luoghi dove si esercita il gioco d’azzardo. Riaprirli potrebbe essere un volano per l’economia locale”. “Questa era un’aspettativa che avevamo e che era stata alimentata – continua – ma a causa dell’incapacità del governo di gestire questo strumento straordinario, la delega è tristemente fallita”. “Inoltre – sostiene Fontana – le autorità competenti sui casinò possono esercitare controlli con maggiore facilità rispetto alle decine di migliaia di slot che si trovano dai piccoli paesi di provincia alle grandi città e questo alimenta la ludopatia e l’esposizione al gioco di minori e di persone deboli, cosa che invece in un ambito confinato e controllato come sono i casinò è difficile se non impossibile. La prospettiva di sblocco della situazione poteva venire con la legge di Stabilità 2016, ma quella varata dal governo prevede da un lato la tassazione sulle slot e nuovi bandi: mi pare una ulteriore beffa e una risposta inadeguata”.

 

Favorevole lo è anche il deputato del gruppo ‘Per l’Italia-Centro Democratico’ Mario Sberna, da sempre contro il gioco: “La cosa non mi entusiasma, ma piuttosto delle slot e dell’online incontrollato e indiscriminato, meglio così: quanto meno ci entrano solo maggiorenni e non c’è il condizionamento costante della pubblicità come per le slot e l’online. Al Casinò ci si va per precisa volontà, alla slot si inizia quasi sempre per caso. E poi è evidente che la marea di anziani che si giocano la pensione nel bar sotto casa, o di giovani squattrinati non andrebbero in un luogo distante a fare la stessa cosa”. Infine però precisa che “per le società di gestione le nuove aperture saranno soldi buttati, così come sono soldi buttati tutti quelli dei giocatori che praticano l’azzardo. E il conto, poi, lo paghiamo tutti con le terapie per restituire alla società gente malata, fallita, disperata”. Insomma, il gioco d’azzardo fa sempre discutere, però a quanto pare più o meno tutti sembrano d’accordo per l’apertura di nuovi casinò in Italia, un bene sopratutto per il poker live italiano e per gli “esperti” un bene anche per la lotta alla ludopatia e alle slot incontrollate.

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