Un tuffo nei ricordi del poker – Come eravamo, Giovanni Rizzo: “Non passerò la vita a fare il grinder puro”

Alla guida della nostra Delorean questa volta siamo tornati nuovamente all’anno 2010, mese di settembre. Periodo in cui intervistammo un giovane Giovanni Rizzo, fresco di sponsorizzazione dopo essersi messo in luce sia live che online.

Alla guida della nostra Delorean questa volta siamo tornati nuovamente all’anno 2010, mese di settembre. Periodo in cui intervistammo un giovane Giovanni Rizzo, fresco di sponsorizzazione dopo essersi messo in luce sia live che online.

Di lui scrivevamo appena sette anni fa: “E’ un giovane giocatore amante di tutte le varianti, che si sta affermando sempre di più nel mondo del poker italiano”. Chi oggi infatti non conosce Giovanni Rizzo, e non solo per averlo visto giocare ai tavoli live più importanti del mondo, ma anche e sopratutto perché spesso è stato commentatore per il poker e più di recente anche uno streamer.

Un carriera quella di Giovanni che era iniziata come giocatore di varianti, dato che i suoi primi ITM live sono stati centrati in due eventi HORSE e un evento Mixed. Lui stesso nell’intervista del 2010 ci confidò di essere “piuttosto bravo nell’Omaha hi-lo, variante in cui quest’anno ho anche vinto un “braccialetto” alle SCOOP”.

Ma dopo quell’inizio da “variantista”, dal 2011 in poi i suoi ITM live sono stati quasi tutti centrati al No Limit Hold’em, anche perché in Italia, come in Europa, trovare eventi importanti di tornei dedicati alle varianti è quasi impossible. Solo alle WSOP è possibile, ma la sua ultima bandierina alle Olimpiadi del poker risale a luglio 2011, dove terminò 327esimo nel Main Event per un premio da $35,492, il suo secondo best live score in carriera. Il suo best score live risale all’anno prima, luglio 2010, sempre nel Main Event, 288esimo per un premio da $41,967.

Premi certo non da capogiro, ma Giovanni Rizzo non è mai stato un giocatore live puro, non a caso in circa dieci anni di carriera, fino ad oggi grazie al poker live ha guadagnato $210,297 (dati hendon mob). E dunque il suo sogno che ci raccontò nel 2010 non si è mai avverato, almeno fino ad oggi. Che sogno era? Beh… vincere… “il braccialetto WSOP, senza dubbio. Sentire l’inno di Mameli risuonare nella Amazon Room del Rio mentre vieni “incoronato” campione del mondo deve essere una sensazione incredibile, mi viene la pelle d’oca solo a pensarci”. Magari un giorno, magari quest’anno, sarà il suo momento, chissà.

Ma se questo sogno non si è ancora avverato, di certo nel 2010 Giovanni aveva già capito che l’Italia del poker presto sarebbe diventata competitiva a livello mondiale: “Siamo una nazione giovane pokeristicamente e abbiamo voglia di imparare. Soprattutto tra i giovani, noti e meno noti, sempre più c’è voglia di prendere questo gioco sul serio, di studiare e applicarsi. Vedo un trend positivo, una crescita lenta ma costante. C’è un gruppo di giocatori forte che cresce e comincia a far rumore”. E in questi ultimi sette anni possiamo dire che l’Italia ha fatto un po’ di rumore, senza dubbio.

Kara Scott, moglie di Giovanni Rizzo
Kara Scott, moglie di Giovanni Rizzo

Ora passiamo al capitolo poker online, il vero campo di battaglia di Giovanni Rizzo. Qui è infatti tra i pochi giocatori italiani ad aver vinto nei tornei MTT quasi 1 milione e mezzo di dollari. Nel 2015 si è poi reso protagonista online di una Triple Crown, ovvero vincere tre tornei in una sola settimana. Vinse due eventi sul .com e uno sul .it, incassando più di 30mila dollari.

Torniamo però alla nostra intervista del 2010, anno di svolta per il poker online italiano, poiché da lì a poco sarebbe arrivato il cash game su tutte le piattaforme del .it, che come sappiamo oggi non ha portato particolari benefici, anzi, forse il contrario, e comunque oggi sono davvero in pochi a preferire il cash game online agli MTT, lo dimostrano anche i dati sempre in perdita, mese dopo mese, del cash.

Ma Giovanni fece questa previsione alla nostra domanda “Sei favorevole all’introduzione del cash game online anche nelle room.it? Cosa ne pensi?”. Risposta: “Si, sicuramente si, renderà le .it più complete e competitive e le porterà in tutto e per tutto a livello delle .com. Certo bisognerà stare attenti a fissare regole precise e di protezione, perché se è vero che il cash game è più skillato rispetto agli MTT, è vero anche che una sessione da tiltato può fare grossi danni”. Oggi possiamo amaramente affermare che non sono arrivate al livello delle .com, anzi si spera che presto ci possa essere una liquidità condivisa con altri paesi europei.

Voltiamo ancora pagina e scopriamo quanto tempo dedicasse al poker ogni giorno Giovanni Rizzo nel lontano 2010: “Una trentina di ore alla settimana, con un paio di giorni di stacco e grind intensivo la domenica”. E oggi chissà se i ritmi saranno gli stessi.

Concludiamo con l’ultima previsione indovinata da Giovanni, che alla domanda “Fra dieci anni ti vedi ancora un poker player?” rispose: “ Bella domanda. Ad oggi credo di si, amo profondamente questo gioco. Non so se passerò la vita a fare il grinder “puro”, ma spero di costruirmi una carriera nel mondo del poker a 360 gradi, affiancando alla carriera di giocatore, che resta sempre il mio lavoro e ciò che più mi stimola e mi soddisfa, altri ruoli come il blogger, il coach, il commentatore, l’organizzatore e quant’altro…”. E in questi ultimi anni dobbiamo dire che di questo elenco non si è fatto mancare nulla. Una sola cosa forse ancora però non sapeva, che avrebbe sposato la bellissima Kara Scott, il suo successo più importante in carriera.

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