Negli ultimi giorni si susseguono notizie allarmanti nel mondo del poker live che non sembra più sostenibile, tra debiti e bancarotte di record man WSOPC come Maurice Hawkins, fino al caso Dylan Lynde e David Peters per quote di tornei High Roller non pagati, passando per il pre-pensionamento del mitico Erik Seidel dopo la nuova tassazione voluta da Trump negli States. Poker Live insostenibile.

Poker Live insostenibile: se neanche Erik Seidel non ci salta fuori!

Il poker live è diventato insostenibile? Almeno negli Stati Uniti sembra di si se un Hall of famer tra i più noti, longevi e vincenti giocatori di poker, Erik Seidel, ha deciso per una sorta di “prepensionamento”. Qui il problema deriverebbe dalla nota “One Big Beautiful Bill Act” di Donald Trump che ha reso la vita difficile a gambler e professionisti statunitensi.

Negli USA, prima di questa legge, le vincite ottenute andavano dichiarate come redditi e dunque tassati di conseguenza, ma era possibile ottenere deduzioni per il 100% delle perdite comprovate. Ora diventa possibile dedurre solo il 90% delle perdite, e quel 10% sembra fare una differenza sostanziale.

Tra i tanti giocatori che si erano esposti, il nome più importante è quello del 10 volte campione WSOP, Erick Seidel, finito perfino su CNBC che lo ha contattato e interpellato su questo discorso, e Seidel ha confermato che il suo sarà una sorta di pre-pensionamento, scendendo dai 130-150 tornei che solitamente disputava in un anno (compresi eventuali re-entry) a circa un quarto. In tutto questo, Seidel toglierà dal suo schedule anche tutti i tornei High Roller, ovvero con buy-in da 25.000$ o superiore.

Erik Seidel

Erik Seidel

Il caso Lynde-Peters e le quote non pagate

E parliamo proprio di tornei High Roller. Il primo a parlare di alcuni aspetti insostenibili anche e soprattutto nei ricchi tornei HR è stato Mike Matusow (The Mouth sosteneva che il 90% dei frequentatori di High Roller abbia non più del 3% della propria action per sé), diverso tempo fa, ma ora il discorso torna di attualità, prima con le dichiarazioni di Stephen Chidwick, che con 77 milioni di dollari è il 2° giocatore più vincente nella storia del poker live secondo Hendon Mob, e col caso Linde-Peters. Chidwick ha dichiarato che il suo profit reale è tra i 5 e i 10 milioni, ben lontano dai 77 milioni di dollari che leggiamo nel sito che traccia i rendimenti live.

Ora entrano nella discussione anche Dylan Linde e David Peters, amici e colleghi che spesso si sono scambiati quote in diversi eventi live ma ultimamente qualcosa non è andato. Linde riferisce di aver venduto una percentuale a David Peters del 50k Pot Limit Omaha High Roller delle WSOPE 2025, poi vinto per un primo premio da 2.146.414$. Lo stesso Peters acquista due quote su altri tornei (il Main Event NLH e il Main PLO) che vanno male. Alla fine Peters deve 50K a Linde ma iniziano una serie di tantissimi rinvii, sparizioni e ritardi nelle comunicazioni, da parte di Peters che dopo aver pagato circa 27 dei 50mila dollari dovuti, Peters avrebbe confessato al collega di non essere in grado di ripagare il resto.

Peters ha poi replicato che non ha mai dichiarato che non avrebbe saldato il debito di Linde, ma fa strano vedere un giocatore sempre attivo nei tornei dai buy-in più alti, non riuscire a pagare 50K, che a volte non bastano nemmeno per pagare mezzo di quei stratosferici buy-in, e visto che parliamo di un giocatore che live vanta vittorie per oltre $48.500.000, con 4 braccialetti al polso, questa storia appare incredibile, e fa cadere un muro di carte, quello degli High Roller. In Italia abbiamo praticamente il solo Enrico Camosci che gioca costantemente tornei del genere (con minor frequenza anche Musta e Sammartino), e sarebbe interessante riuscire a capire il profitto reale del poker pro bolognese.

David Peters

David Peters

Maurice Hawkins: il signore degli anelli in bancarotta

Tra i tanti casi che potevamo prendere in analisi, ne abbiamo scelto uno molto recente, e destinato a fare molto rumore, quello di Maurice Hawkins. Se non lo conoscete parliamo del record man di anelli WSOPC, ben 24 titoli dopo il successo a Wsopc Elgin. Hawkins è al centro di un contenzioso che dura da anni con l’ex investitore Randy Garcia. Quest’ultimo nel 2019 aveva ottenuto una sentenza favorevole per oltre 115 mila dollari. La bancarotta, secondo i documenti depositati, sospende temporaneamente ogni azione esecutiva, ma non cancella i dubbi sulla reale situazione economica del giocatore. All’inizio del 2026 sembrava che le parti avessero trovato un accordo: Hawkins avrebbe dovuto versare 2.500 dollari al mese, per un totale di 30 mila dollari. Dopo pochi pagamenti, però, l’intesa è saltata.

Il giorno prima della dichiarazione di bancarotta, Hawkins ha tentato di incassare una vincita in un casinò di Tunica, Mississippi. Il denaro non è stato rilasciato: l’avvocato di Garcia, Rogen Chhabra, aveva ottenuto un ordine di pignoramento direttamente presso il casinò. Di fronte al blocco immediato delle somme, Hawkins ha depositato la richiesta di bancarotta, congelando l’esecuzione.

Parliamo di un record man WSOPC e di un giocatore che secondo Hendon Mob ha vinto 853 dollari nel 2024, 741 mila nel 2025 e oltre 217 mila nei primi mesi del 2026 ma nonostante questo Hawkins dichiara passività comprese tra 100 mila e 500 mila dollari, distribuite tra una ventina di creditori. Oltre al debito principale verso Garcia, compaiono l’IRS, il department store Nordstrom, un banco dei pegni di Boca Raton, istituti finanziari e la sua ex moglie.

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