Niccolò Caramatti: la mia visione del poker online e live

PokerItaliaWeb ha intervistato in esclusiva Niccolò Caramatti, membro del Team Pro di Sisal Poker e uno dei più forti giocatori italiani di poker live. Molti gli spunti interessanti e la conferma di un 2011 al top anche nel poker online. 

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PokerItaliaWeb ha intervistato in esclusiva Niccolò Caramatti, membro del Team Pro di Sisal Poker e uno dei più forti giocatori italiani di poker live. Molti gli spunti interessanti e la conferma di un 2011 al top anche nel poker online. 

 

 


Questa l'intervista realizzata da nostro Tiberio “Boss” Redaelli con Niccolò Caramatti.

Boss: Intanto ti porto il saluto di tutti i piwelli e ti ringrazio per la disponibilità. Niccolò comincio chiedendoti cosa pensi della nuova regolamentazione che dovrebbe essere approvata in Italia, riguardo al poker live, e quindi alla nascita di “club affiliati alle maggiori poker room italiane”, e allo spinoso problema della tassazione sui giocatori che vincono somme di denaro nei tornei esteri.

Niccolò Caramatti: Una regolamentazione del poker live era necessaria, questo a tutela sia dei giocatori che dello Stato, forse i tempi sono stati un pò lunghi ma in un'ottica di lungo termine alla fine l'attesa può essere servita. Ormai il connubio live e online è netto e quindi sono favorevole all'affiliazione, in sè non toglie libertà ai gestori dei club ma rende più tranquillo chi gioca sapendo che alle spalle c'è unentità regolamentata. Sulla tassazione mi sono già espresso più volte, al momento è illogica e ingiusta, spero che si possa raggiungere una soluzione al più presto. Io personalmente limiterò sempre più la mia partecipazione ai live all'estero.

 

 

Boss: Il poker cash è ormai una realtà anche in Italia, dopo un avvio che ha veramente superato le più rosse previsioni, sembra che il mese di settembre invece sia in decrescita. Tu da giocatore cosa pensi del poker cash game online italiano, e sopratutto pensi ci sarà anche spazio in Italia per le altre specialità? Si avvicina sempre di più il momento della nascita di un mercato .eu?

Niccolò Caramatti: Io ho accolto positivamente il cash perchè ritengo che sia una forma di poker completa, allo stesso tempo però ho anche detto che in Italia siamo nati con i tornei e in tv si vede tanto poker-torneo, ancora oggi ho tanti amici non addetti ai lavori che conoscono il poker solo nella versione “sportiva”. Ci sarà un normale bilanciamento delle due discipline e non penso che i tornei, in particolare i sit, siano destinati a sparire, c'è sempre chi ha bisogno di vincere qualche cosa che non sia solo denaro alla fine della sessione. Per quanto riguarda il .eu, è una di quelle situazione per cui vale il detto “facile a dirsi difficile a farsi”, ahimè in un momento delicato dell'economia europea non penso sia nelle priorità alle riunioni fra i ministri.

 

 

Boss: Cosa pensi delle sfide che si lanciano i giocatori di poker italiani? Tu da giocatore professionista del team pro Sisal Poker hai intenzione di sfidare altri giocatori o ritieni che queste sfide siano solamente un modo per farsi pubblicita?

Niccolò Caramatti: Trovo divertente seguire queste sfide, molto più per un aspetto di gossip che altro. Una famosa frase che gira nel mondo del poker è “non siamo samurai”, pertanto un giocatore professionista dovrebbe sempre cercare il massimo dell'EV, cosa che certamente non si può avere giocando un alto numero di mani contro un player di pari valore. Il discorso di immagine è comunque minimo, rimane limitato agli addetti ai lavori e a una competizione online ha comunque i suoi limiti. Nello specifico della sfida Lucio – Minieri trovo che la componente immagine sia veramente minima, il primo è sempre stato molto schivo ai riflettori e il secondo non ne ha bisogno. Rimane un discorso di ego che però si riaggancia al primo punto. Morale: ben vengano queste sfide perchè divertono l'appassionato ma ritengo che i due contendenti abbiano sicuramente più da perderci che da guadagnarci. Soprattutto speriamo si faccia, sai quante sfide ho visto lanciare e poi per infiniti motivi mai partire! Nel mio specifico non parteciperò mai a una sfida, il poker per me è un lavoro e l'età per cui l'ego superava la razionalità è passata!

 

 

Boss: Secondo te ha ancora senso parlare di team pro, quando al tavolo del poker live si vedono sempre piu spesso giocatori sposorizzati che giocatori normali? Ovvero ha ancora senso per una poker room online costruire un team di poker live?

Niccolò Caramatti: Il mercato si sta consolidando, molti hanno capito che il business non è così semplice come si pensava e quindi le spese vengono razionalizzate. Le aziende maggiori hanno restrutturato i team pro dando una forte spinta alla parte giocata online, in pratica i giocatori si guadagnano la sponsorizzazione giocando. La cosa assurda invece è vedere room nuove spendere cifre folli per team di giocatori live che neanche giocano online, per poi nella maggior parte dei casi sparire senza neanche onorare gli impegni presi. Penso che il team pro per una room seria sia una parte fondamentale di un marketing integrato, non si può pensare di sviluppare la strategia su un team pro che non gioca online.

 

Boss: Parliamo di te Niccolò come è stato il tuo 2011, pokeristicamente parlando?

Niccolò Caramatti: Il mio 2011 è contrastato, online è uno dei miei migliori anni, ho fatto tantissimo profit sia nei sit che nel cash che accumulato ai vari bonus lo rende un anno speciale. Per scelta ho oscurato Sharkscope e non mi piace pubblicare i miei grafici, in fondo se chiedete a un avvocato o a un medico quanto guadagna non penso ami rispondere. Live invece è molto sotto tono anche se, a dirla tutta, ho giocato molto poco. Ho preferito puntare su alcuni eventi grandi, ad esempio EPT Grand Final e Partouche oltre che alle WSOP, la fortuna non mi ha aiutato e a volte non ho brillato. Però in totale non ho giocato più di 15 eventi con un ITM alle WSOP. Era difficile ripetere il 2010! Nel 2012 cercherò di giocare gli IPT e i PGP a cui quest'anno non ho mai partecipato. Speriamo di fare il botto all'EPT di Sanremo, in fondo meglio una bandierona che mille bandierine!

 

 

Boss: L'ultima domanda la lascio a te per dire cio che vuoi.

Niccolò Caramatti: Il 2011 si sta rivelando come l'anno della verità nel poker, questo a 360 gradi. Il caso Full Tilt ha dimostrato quanto sia importante avere una regolamentazione, per quanto essa possa essere limitante. Il consolidamento del mercato ha fatto sparire quelle room che nel .it non avevano ben chiara l'idea di marketing e sviluppo. Tra i giocatori invece, se 2009 e 2010 erano stati anni di bengodi, ora che il livello è salito solo i migliori sopravvivono e tanti hanno smesso ritornando a vedere il poker come un  hobby.Questa è la dimostrazione che per fare un buon lavoro serve tanto impegno e tanta preparazione, improvvisarsi può aiutare all'inizio ma poi non paga. Ricordo quelli che dicevano che io e il mio ICM…

 


PokerItaliaWeb ringrazia Niccolò Caramatti, pro del team pro Sisal Poker, per la concessione di questa interessante intervista. Se vuoi restare sempre aggiornato sull’andamento dei tuoi beniamini del poker live ed online, vieni sul nostro forum e attraverso il nostri threads specializzati sarai informato su tutto.
 

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