Vi proponiamo un’interessante intervista a Sergio Castelluccio realizzata dal nostro Luca “Il Filosofo” Barbi dopo la fine del Day1A del Main Event dell’Italian Poker Tour (IPT) che si sta giocando nello splendido Casinò di campione.
Vi proponiamo un’interessante intervista a Sergio Castelluccio realizzata dal nostro Luca “Il Filosofo” Barbi dopo la fine del Day1A del Main Event dell’Italian Poker Tour (IPT) che si sta giocando nello splendido Casinò di campione.
Vi proponiamo un’interessante intervista a Sergio Castelluccio realizzata dal nostro Luca “Il Filosofo” Barbi dopo la fine del Day1A del Main Event dell’Italian Poker Tour (IPT) che si sta giocando nello splendido Casinò di campione.
Il bravissimo Sergio Castelluccio ha chiudo il Day1A in testa al chipcount ufficiale con ben 217.500 chips giocando un ottimo poker. Il 37enne giocatore di Bisaccia, provincia di Avellino, è stato autore di un gran fold durante il torneo, quella mano gli ha sicuramente permesso di arrivare in fondo a questa prima giornata di torneo. A seguire il racconto che lo stesso giocatore fa della mano in questione.
Il Filosofo: Ciao Sergio e benvenuto in PIW. Sei stato autore di un’ottima giornata chiusa in testa al chipcount anche grazie ad una splendida mano in cui hai foldato un full di donne. Racconta a tutti i piwelli la mano in questione giocata contro Carlo Rusconi.
Sergio Castelluccio: Ciao a tutti. In realtà non era una mano complicata, secondo me, è stata più che altro una mano di grande effetto perchè foldare un full non è mai facile. Però so che Carlo, in genere, ha un range di mani abbastanza polarizzato quando entra in gioco. Nel dettaglio, in questa mano ho aperto da under the gun per 750 chips su bui 150/300 con ante 25. Carlo non ha visto il mio rilancio e pensando che io fossi di big blind ha aperto per 900, per tre, giocata che dopo spiegazione diventa un semplice call. Al flop scendono A-K-Q con due picche, io ho Q-Q ed è la prima mano forte che vedo, anche se avevo aperto con diverse mani. Dopo il flop esco in cbet standard e punto 2/3 del piatto, Carlo chiama in maniera molto veloce. Al turn esce una carta che sbarra la strada a diversi progetti, un K che si accoppia al board e che mi fa chiudere il full. Decido così di uscire bettando per 5.600 chips, quindi esco abbastanza forte ma lui su questa mia puntata ci pensa non più di 15 secondi e spinge mettendo sul pot 11.000 chips con dietro 30.000. A questo punto sono sicuro che Carlo non ha 10-J, non giocherebbe mai in questo modo, su uno spot del genere, con una scala. Per come ha giocato non può avere altro che A-K, A-A o K-Q. Per questo motivo decido di buttare la mia coppia di donne, ero sicuro della mia scelta e l’ho anche detto a Carlo che infatti mi ha subito confermato di avere A-K. ci avrò messo meno di un minuto per foldare la mia mano, ero convinto della mia lettura. Conosco molto bene Carlo, ci ho giocato contro tante volte.
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Il Filosofo: Dopo questa splendida giocata la tua giornata è stata tutta una volata.
Sergio Castelluccio: A dire il vero dopo questo episodio ho cominciato a perdere stack e sono sceso in breve da 63.000 a 40.000 chips. Poi con una buona mano mi sono ripreso e prima della pausa cena mi sono ritrovato a 90.000 chips grazie ad un altra ottima mano e dopo la cena ho avuto il colpo che mi ha fatto chiudee in testa al chipcount.
Il Filosofo: Chiudere da chipleader, a fine Day1A, che cosa può comportare per il proseguo del torneo?
Sergio Castelluccio: Non rispondo per scaramanzia… comunque giocare da chipleader aiuta a gestire meglio il torneo, si possono giocare molte più mani entrando in diversi colpi e giocando al meglio ogni spot. Per il mio gioco è importante avere un grande stack, mi permette di proporre il mio miglior poker.
pokerItaliaWeb Staff
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.