Ritorniamo a fare visita al blog di GDPoker che ci dà l’opportunità di consocere meglio uno dei giocatori più in forma del momento. Stiamo parlando di Salvatore ‘Calnothon’ Sproviero, vincitore della MOT annuale nel 2010 e reduce da un anno come sponsorizzato GDPoker grazie a quel risultato.
Il 2011 in arancione ha portato molte soddisfazioni per Calnothon, specialmente in occasione dei grandi tornei live. «È stato un 2011 estremamente positivo» conferma Salvatore, «8 itm live di cui 3 di prestigio come Main Event WSOP e due EPT.» Risultati di tutto rispetto, che si vanno a collegare con le ottime prestazioni online dove, lo ricordiamo, proprio questo mese Sproviero ha vinto la leaderboard mensile: «Mi fa molto piacere, è un segno di continuità e crescita, un ritorno al passato imprevisto e piacevole.»
L’intervista tocca anche un tema che spesso incuriosisce i giocatori alle prime armi, ovvero, quanto deve giocare un player per poter centrare questo tipo di risultato? Incalzato da Alex182, Salvatore Sproviero ci spiega che la sua giornata pokeristica inizia «La sera dopo le 21 quattro giorni a settimana e poi quando si può qualcosa in più. Dipende, non sono molto schematico nelle cose e non mai avuto una tabella lavorativa.» Rimane dunque il dubbio che Calnothon voglia ripetersi inseguendo anche per il 2012 la MOT annuale, una doppietta che mi pare non abbia centrato nessuno finora. Salvatore però raffredda gli entusiasmi: «Chiaramente mi farebbe piacere, ma non credo di riuscire a massare tanti MTT come nel passato, mi dedico di più ai live e non ho le stesse motivazioni del 2010 , ma delle nuove.»
Già, il poker a quei livelli è anche e soprattutto questione di motivazioni. Motivazioni forti, in grado di farti rimanere davanti al pc a grindare per ore. Uno sforzo che certamente non è da tutti e che richiede una dedizione e una capacità di concentrazione fuori dal comune. I risultati di Sproviero parlano comunque chiaro e MOT o non MOT rimane uno dei giocatori più “prestanti” del momento. «Non è dovuto al caso,» spiega Salvatore, «Credo che c’entri poco nell’hold’em. Quindi lo considero figlio di un miglioramento, nel poker credo non si finisca mai di migliorare ed io ultimamente lo sto facendo, in più possono subentrare varie condizioni di umore e motivazionali che determinarnano un gioco migliore.»