Poker: Stiamo per entrare nell’era dei bot?

Prime avvisaglie di un fenomeno che rischia di allargarsi a macchia d’olio nel poker online: rintracciati conti di gioco gestiti da Bot vincenti ai tavoli. Fin dove può spingersi l’intelligenza artificiale moderna applicata al tavolo nel poker online?

Prime avvisaglie di un fenomeno che rischia di allargarsi a macchia d’olio nel poker online: rintracciati conti di gioco gestiti da Bot vincenti ai tavoli. Fin dove può spingersi l’intelligenza artificiale moderna applicata al tavolo nel poker online?

 

 

 

Dal New York Times arriva un nuovo campanello d’allarme sul fronte Bot, i programmi realizzati per giocare a poker in vece di un essere umano cercando di abbattere quanto più possibile la varianza grazie alle enormi capacità di calcolo di un processore da computer. Il campanello d’allarme è risuonato nella mente di Bryan Taylor trentaseienne professionista del poker online che durante le sue sessioni ha notato uno strano comportamento da parte di 3 regular che spesso incrociava ai tavoli di PokerStars.com.

 
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Contro chi stiamo giocando?
 
Dopo un’indagine condotta dalla room le ipotesi si sono rivelate veritiere. I conti di gioco intestati ai tre boot sono stati chiusi e i beni sono attualmente confiscati per ulteriori verifiche in merito all’accaduto. A questo punto tuttavia la domanda sorge spontanea: quanti sono i Bot seduti ai tavoli delle room online? 
Una risposta precisa a questo quesito non è possibile darla, anche se è lecito supporre che la diffusione di questi cyber-grinder non sia un fenomeno da sottovalutare. L’intelligenza artificiale è cresciuta parecchio negli ultimi anni e sembra che, con la stesura di programmi studiati ad hoc la possibilità che un algoritmo risulti vincente ai tavoli sia divenuta realtà. 
 
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A quando un bel live tra bot?
 
Il poker non è tuttavia un gioco facilmente schematizzabile, non quanto gli scacchi ad esempio, campo nel quale un essere umano è condannato per lo più ad uscire sconfitto da una sfida contro alla macchina a causa del basso livello di aleatorietà presente nel cuore stesso del gioco. Il poker al contrario, essendo un gioco di informazioni imperfette, rende molto più complessa la stesura di un algoritmo efficace che possa prevedere certi schemi di gioco basati su fattori non matematici.
 
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«La maggior parte dei bot funzionano ancora molto male», dichiara Darse Billings, consulente per la sicurezza di PokerStars e FullTilt, «e più del 90% sta perdendo soldi». Ma accanto a questa “maggior parte” sono anche all’opera bot molto più sofisticati che, assieme ad un corretto approccio matematico, hanno imparato anche a bluffare e addirittura a sventare i bluff. In altre parole le macchine iniziano anche a pensare e, sempre sulla base di variabili preimpostate, cominciano a capire quando sia profittevole bluffare e quando sia probabile essere di fronte ad un bluff.
 
scritto da Luca ‘ilFilosofo‘ Barbi

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