Mondadori e le Poste entrerano nel Poker italiano?

Nuove richieste per licenze AAMS in merito al gioco a distanza: a stupire sono tuttavia i nomi dei richiedenti, aziende che nulla hanno a che fare con il gambling online. Sta per aprirsi un nuovo mercato anche per il poker online?
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Nuove richieste per licenze AAMS in merito al gioco a distanza: a stupire sono tuttavia i nomi dei richiedenti, aziende che nulla hanno a che fare con il gambling online. Sta per aprirsi un nuovo mercato anche per il poker online?
L'avvenuta introduzione dei Buy-in a 250 euro e la prossima entrata del Cash Game stanno mettendo nuovo fermento nel mercato di acquisizione delle licenze per i concessionari di Poker Online. Sono almeno 17 gli operatori che hanno prodotto la documentazione necessaria per entrare in possesso di una regolare licenza AAMS ed operare così nel nostro paese.
Questo il bilancio provvisorio dopo che nei mesi scorsi è stato lanciato un bando di gara che mette a disposizione 200 nuove licenze per il gioco a distanza. Ma quello che stupisce maggiormente sta nelle aziende che hanno aderito al bando: fra loro spiccano i nomi di Poste Italiane e Mondadori, oltre naturalmente ad aziende specializzate nel settore, Full Tilt Poker su tutte.
 
Ma a cosa si deve questa incursione nel mondo del Gambling da parte di società che nulla hanno avuto a che fare sinora con questo genere di servizi? e soprattutto, sarà un fenomeno in grado di portare benefici?
Per prima cosa dobbiamo tenere presente che le licenze non riguardano per via esclusiva il poker. Specificazione più che mai opportuna se consideriamo che Poste Italiane già da tempo tratta i Gratta&Vinci cartacei lasciando dunque aperta la porta anche a quelli disponibili online. 
Potrebbero essere questi gli intenti anche per quanto riguarda Mondadori, ovvero investire gradualmente nel gambling partendo dai mercati bianchi, ossia da quelli che, inspiegabilmente, vengono visti più eticamente accettabili dai mass media e per diretta conseguenza dalle masse. Continuo a ribadire la mia perplessità in merito viste le differenze macroscopiche rintracciabili nei fatturati del poker – ritenuto la bestia nera del gambling – se affiancati a quello di Slot e Lotterie, due vere e proprie piaghe sociali che tuttavia vengono trattate con leggerezza quasi disarmante.
 
Quali benefici sperare dunque per il più ristretto mercato del poker online? L'ipotesi di una sua penetrazione all'interno dei bilanci di aziende non appartenenti sinora al gambling sarebbe sicuramente un ottimo regalo all'immagine del gioco percepita dagli osservatori occasionali. Vedere una room con il marchio Mondadori renderebbe più amichevole il poker e sarebbe più semplice – per tutti gli appartenenti al settore – rintracciare aziende che vogliano legare la loro immagine al poker online attraverso contratti di sponsorizzazione. Sembra tuttavia un'ipotesi del tutto remota da attuare su larga scala almeno per il momento, e risulta molto più semplice per Mondadori e Poste Italiane buttarsi nel mercato del gambling puro che si sa, oltre a coinvolgere una forbice molto più ampia della popolazione, garantisce maggiori introiti, più famiglie sul lastrico e una ricaduta minima d'immagine. Che volere di più?
 
scritto da Luca 'ilFilosofo' Barbi

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