Chi può diventare un giocatore di poker professionista?

In linea di principio, chiunque può diventare un giocatore di poker professionista. Per diventarlo bisogna possedere tutte quelle doti e qualita’ che servono per essere abili a questo gioco, ma anche un pizzico di fortuna che non guasta mai.

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In linea di principio, chiunque può diventare un giocatore di poker professionista. Per diventarlo bisogna possedere tutte quelle doti e qualita’ che servono per essere abili a questo gioco, ma anche un pizzico di fortuna che non guasta mai.

 

 

 

Quello che però mi chiedo è: “una volta dato per assodato che siano presenti queste componenti, chi è più probabile che possa alla fine diventare un giocatore di poker professionista, fra tutte le persone che amano questo gioco?

 

 

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Irene Baroni

 

Ci pensavo l’altra sera mentre aggiornavo il blog, mentre mi lamentavo di non avere tempo per grindare, serenità mentale per poter affrontare ore di gioco in multitable, bankroll per giocare i tavoli che avrei voluto giocare. Tutto vero, certo. Ma il problema di fondo, mi sembra, è un altro: anche se avessi veramente le capacità pokeristiche, avrei tutto quello che serve per “sfondare”?

La conclusione a cui sono arrivato è che il poker non è un giochino per vecchi. Che detta così fa effetto, ma non esprime pienamente ciò che intendo. Non è vero, infatti, che un “vecchio” non possa giocare come un ragazzino. Dopotutto si tratta di carte. Le ricerche sugli scacchisti in realtà dimostrano che dopo i quaranta anni (mi sembra) le facoltà mentali diminuiscano, ma non mi sembra che sia così fondamentale nel poker, dato che di fatto ci sono professionisti ancora molto bravi anche se piuttosto in là con gli anni; come Doyle Brunson che non sarà ora il giocatore più forte del mondo, ma neanche uno proprio scarso.

 

 

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Doyle Brunson

No, quello che intendevo dire è che partendo “da zero”, da uno status di giocatore amatoriale, sono proprio i ragazzini quelli che hanno più probabilità di diventare professionisti, posto ovviamente che siano bravi. Il perché deriva da una ragione piuttosto semplice: Hanno tanto tempo libero a disposizione. Mi sembra ormai un fatto assodato che per arrivare a giocare a certi livelli si debba giocare con una continuità piuttosto elevata. Anche per un giocatore molto forte l’edge sugli avversari è talmente bassa che pur battendo la alta rake delle poker room (soprattutto italiane), per accumulare un profitto decente dovrà giocare un numero altissimo di partite, ed anche così per riuscire a farlo in realtà spesso andrà in passivo sul giocato e farà profitto spesso sulla massa, sul gran numero di tornei giocati.

Questo, in generale, hanno tempo di farlo solo i giovani. I giovani e, purtroppo, i disoccupati. Prendiamo infatti in esame l’italiano medio: questo avrà in genere un lavoro dipendente, che lo occupa dalle 6 alle 9 ore al giorno. Spesso contando il tragitto da e per il luogo di lavoro arriviamo anche a qualcosa in più. Oltre a questo ci sono le classiche incombenze familiari, che sono magari anche piacevoli ma di sicuro “rubano” tempo: la spesa, i bimbi, magari la riunione di condominio, i lavori di casa… Alla fine rimangono solo due o tre ore la sera, in cui si è fra l’altro stanchi. Per contro, il “giovane” ha per impegno solo qualche ora di lezione (quando ci va!, parliamo di universitari) e poi la giornata è libera. Certo, bisogna studiare, ma non si timbra il cartellino per farlo, le ore non sono contate e ci si puo’ organizzare a piacimento. Non dico che sia facile fare lo studente, ma lo sono stato e so com’è: di sicuro il tempo a disposizione è maggiore.

 

 

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Il tavolo di pokerstars.it

In queste condizioni è ovvio che a parità di skill, il giocatore che riuscirà più facilmente ad emergere in questo gioco è il ragazzino che può gestirsi i suoi tempi. Anche perché, l’adulto deve fare un altro ragionamento: nel diventare un professionista del poker e dedicarci parecchio tempo ha qualcosa da perdere: il suo stipendio! E fra le due possibilità, la certezza dello stipendio pesa quasi sempre molto di più dell’aleatorietà della vincita.

Certo, non è detto che nessun “anziano” mai possa cominciare a fare il pro. Ma si tratta io credo di un numero ristretto, persone già ricche per qualche loro attività (magari ereditata) e con molto tempo libero a disposizione, i quali hanno anche il vantaggio di poter investire un discreto capitale come punto di partenza. Sono però eccezioni in linea di massima, e se agli inizi era ancora fattibile diventare professionista un po’ più avanti negli anni, il livellamento di questi tempi ha reso piuttosto difficile questo passaggio.

 

 

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Tommaso Briotti

Certo io sono scarso e quindi non è un vero problema per me, e si: lo so che con tutta probabilità sto scoprendo l’acqua calda. Però un po’ mi dispiace pensare che comunque molto difficilmente potrò arrivare a fare mai guadagni importanti, a meno di qualche grosso colpo di fortuna in un mtt. Voi che ne pensate?

 

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