Poker live Italia: come sarà il futuro?

Lo scorso mese è stata approvata la manovra finanziaria comprendente il poker terrestre. Le nuove norme entreranno in vigore nell’ultima parte dell’anno con un sistema di concessioni studiato apposta per il poker live.

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Lo scorso mese è stata approvata la manovra finanziaria comprendente il poker terrestre. Le nuove norme entreranno in vigore nell’ultima parte dell’anno con un sistema di concessioni studiato apposta per il poker live.

 

 

 

Il mondo del poker italiano ha sempre sperato, da quando sono stati chiusi i migliaia di circoli sparsi per il territorio nazionale, in una regolamentazione legislativa riguardante il poker live e la possibilità di praticarlo nei comuni circoli cittadini. 

 

Sembrava che quel momento fosse arrivato con la manovra finanziaria del Ministro Giulio Tremonti approvata lo scorso mese dal governo, e con l’annuncio di un bando di gara da concludersi il 30 novembre per un totale di 1.000 licenze da assegnare.

 

Giulio Tremonti
Giulio Tremonti

 

I parametri della manovra per il poker live vedono cadere il limite di iscrizione ai tornei di €30 e il divieto di rebuy. Un tetto massimo della quota di iscrizione, come anche del numero di tornei concessi ad una singola sala nell’arco di una giornata, verranno ridiscussi in un secondo momento.

 

Ma le buone notizie si fermano qui. Basti andare a vedere quale sia la base di tale asta per l’assegnazione delle licenze: ben 100.000! Viene naturale capire che sia una cifra che non molta gente è disposta ad impegnare per ottenere la licenza di operatore di poker live. Gli unici che avranno la possibilità di ottenere tali licenze quindi, senza le quali sarà impossibile operare nel settore, saranno presumibilmente le aziende già concessionarie del poker online

 

Si va quindi verso un futuro di circoli live, o quel che ne deriverà, facenti capo alle stesse società che siamo abituati a vedere dallo schermo del pc di casa. Augurandoci che queste stesse società siano disposte ad investire sul poker live italiano.

 

Certo sarebbe bello vedere i circoli cittadini con lo stemma della picca rossa di PokerStars o la tante sale scommesse Snai e Sisal Match-Point che offrono anche tornei di poker sportivo insieme alle scommesse e la visione di avvenimenti sportivi di prim’ordine.

 

Il punto scommesse potrebbe diventare anche un circolo di poker
Il punto Snai potrebbe diventare anche un circolo di poker

 

Ma le stesse poker room che tengono chiusi in casa milioni di italiani, offrendo loro strepitosi palinsesti di poker online, avranno reale interesse a tuffarsi in un mercato che, allo stato attuale, è un grande punto interrogativo? 

 

Un punto interrogativo non tanto per quanto riguarda la mole di giocatori che potrebbe concentrarsi nelle sale di poker terrestre, numero di sicuro non trascurabile,  ma per la possibilità di offrire il gioco in grande stile, in un unica sala che convogli tutti gli aspiranti giocatori.

 

Con questo non voglio dire che non esistano strutture capaci di ospitare una moltitudine di giocatori, ma che difficilmente si potrà ottenere lo stesso successo che i circoli cittadini avevano riscontrato fin quando erano operativi.

 

La funzionalità dei circoli derivava  proprio dal fatto di trovarli sotto casa, a portata di mano per tutti i giocatori di quartiere che si ritrovavano seduti intorno allo stesso tavolo senza il bisogno di prendere auto o altri mezzi per raggiungerli. Tutto era a misura d’uomo, tornei compresi, e le spese per gli esercenti erano limitate. 

 

 Vedremo un circolo di poker in questo modo?
Vedremo un circolo di poker in questo modo?

 

Adesso invece si dovrà ragionare su larga scala con la necessità di fare numeri quotidiani per poter rendere profittevole l’apertura di una sala di poker terrestre. Il costo di partenza, per la sola licenza operativa, è di minimo €100.000 e solo per ammortizzare quello ci sarà bisogno di un vero e proprio boom. Senza contare tutti i costi aggiuntivi che possono variare dalle spese fisse, affitto del locale, luce e altro, a quelli iniziali come i tavoli, le chips e tutto il necessario per rendere un circolo operativo.

 

Insomma un investimento per alti imprenditori. Chi saranno questi imprenditori disposti a investire nel poker terrestre? Non amo essere pessimista, ma lo scetticismo è un sentimento piuttosto logico in circostanze come questa. Spero di essere realmente smentito dai fatti.

 

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Roberto ‘Ronnie Rosenthal’ Sorrentino

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