Poker Italia: operazioni contro i circoli!

Ancora circoli sequestrati e manette attorno ai polsi dei gestori. Tutto questo a ridosso dell’introduzione dei circoli live legali. Quale sarà l’impatto generato dal poker live legale sull’opinione pubblica dopo che per anni lo si è demonizzato?

Ancora circoli sequestrati e manette attorno ai polsi dei gestori. Tutto questo a ridosso dell’introduzione dei circoli live legali. Quale sarà l’impatto generato dal poker live legale sull’opinione pubblica dopo che per anni lo si è demonizzato?

 

 

Mentre attendiamo fiduciosi l’inizio della distribuzione delle licenze per il poker live e i conseguenti circoli che ne scaturiranno, le forze dell’ordine non si lasciano scappare questi ultimi scampoli di tempo per affondare qualche fiorettata ai circoli di Texas Hold’em italiani. Sono ben due infatti le operazioni portate a termine in questi ultimi giorni: la prima in provincia di Perugia, dove i circoli, o bische clandestine come sono stati chiamati da larga parte della stampa generalista, sono stati individuati ricorrendo addirittura al pedinamento di un dealer. Risultato? Due circoli posti sotto sequestro e, come al solito, denunce che mai vedranno una sentenza di condanna.

 

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Il poker online è legale: perché il live è demonizzato?

 

La seconda irruzione parla invece di Torino e qui invece la questione si fa ben più delicata. L’organizzazione era in mano alla malavita e i proventi del locale sequestrato erano poi destinati alle casse di alcuni malavitosi appartenenti alla criminalità organizzata. È questo dunque che ha fatto scattare l’operazione e il fatto che l’attività organizzasse tornei di poker texano è un fatto che, pur rimanendo nella sfera dell’illegalità, pare quello di minor rilevanza nell’ambito dell’operazione.

 

Rimane comunque un interrogativo aperto nella mia e, credo, nella mente di molti giocatori: quale sarà l’impatto sull’opinione pubblica provocato dall’apertura dei circoli legalizzati? Finora la stampa li ha demonizzati, basti sapere che il titolo dato da una delle maggiori testate italiane alla notizia del sequestro del circolo piemontese pone l’accento sul fatto che fosse una casa da gioco quando è invece chiaro che il più grave problema risiedesse semmai nei legami con il mondo della mala.

 

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Che ci piaccia o no l’ideale di bisca è purtroppo sempre questo!

 

Credo che alla fine dei conti dovremo rassegnarci a vivere un altro paradosso, analogo a quello vissuto in occasione della legalizzazione e dunque introduzione del poker cash. In quel caso ci siamo ritrovati di fronte alla demonizzazione del cash portata aventi proprio con l’ausilio delle stesse argomentazioni che furono utilizzate per giustificare l’ingresso del poker online punto it qualche anno fa. Si era detto che il poker non era un gioco d’azzardo perché lo si giocava in modalità torneo, pagando un Buy-in, e che era profondamente diverso dal gioco con i soldi reali davanti. Buon palliativo, si pensava allora, senza immaginare che qualche anno dopo si sarebbe dovuta spiegare la verità: è il gioco in se stesso a non essere un gioco d’azzardo, non c’entra la modalità in cui lo si gioca.

 

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Gli interventi delle forze dell’ordine in questi due anni non si contano

 

Ora con i circoli, trattati dalla stampa generalista come bische fumose frequentate da criminali con il vizio del gioco, il problema sarà il medesimo. Saranno le testate che da sempre si occupano di poker a dover tentare di spiegare che il motivo di tanti sequestri è dovuto ad un forte ritardo del legislatore nel provvedere a creare un regolamento, che non sono bische legalizzate, perché comunque si pratica un gioco d’abilità al loro interno, che, infine, sono semplicemente un luogo di ritrovo dove in molti sono diventati amici e hanno rimpiazzato la briscola con qualche partita a poker. Forse però non lo capiranno mai: fatti loro, noi aspettiamo che il nuovo regolamento entri in vigore per poter finalmente ritornare a giocare legalmente a poker!

 

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scritto da Luca ‘ilFilosofo‘ Barbi

 

 

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