Poker Online: i piccoli geni della truffa

Fenomeni del Poker Online, ma molto goffi, per fortuna, nella truffa: piccoli geni frustrati o vere e proprie menti criminali? Una riflessione, o uno spunto per iniziarla, sui casi più caldi che hanno incendiato queste caldie serate di mezza estate.

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Fenomeni del Poker Online, ma molto goffi, per fortuna, nella truffa: piccoli geni frustrati o vere e proprie menti criminali? Una riflessione, o uno spunto per iniziarla, sui casi più caldi che hanno incendiato queste caldie serate di mezza estate.

 

 

José ‘Girah’ Macedo qualche giorno fa, ora Daniel ‘Jungleman’ Cates, ma prima ancora fu la volta di Jan ‘KRANTZ’ Rosenkrantz, Sorel Mizzi e tanti altri prima di loro. Cos’hanno in comune? Sono tutti stati accusati di aver giocato sporco al tavolo da poker, tra multiaccount e scamming. Ma come mai questi giocatori, le cui qualità sono state comprovate lungo anni di ottima carriera, sono poi così assetati di denaro da spingersi tanto oltre da mettere a repentaglio la loro stessa reputazione in cambio di ben miseri guadagni?

 
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Daniel Cates
 
Forse dovremmo addentrarci maggiormente all’interno delle dinamiche stesse del poker inteso come mestiere, come attività che devi svolgere tutti i santi giorni con dedizione e impegno. È un impiego molto duro, che certo non si limita a metterti sulla tavola un buon pasto caldo, ma che ti porta via tante cose che magari altri giovani coetanei, pur con un Porsche o una villa in meno, possono avere. Già, anche qui forse i soldi aiutano a trovare la felicità, ma non la portano in dote se sono solo il “mana” per l’iscrizione a 400 tornei.
 
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Jan Rosenkratz
 
Poi magari un giorno si rompe qualcosa e finisci rotto, oppure vuoi semplicemente ammazzare la noia. Fatto sta che fai qualcosa che prima non avresti mai fatto: non ha la voglia iniziale e non ti metti a costruirti il roll da capo, fai una telefonata all’amico Macedo e lo chiami a quel pub sulla terza, gli spieghi come stanno le cose e in meno di due ore siete a casa davanti ai vostri monitor a mettere in piedi la vostra piccola personale cazzata. Per qualcuno è un modo per rialzarsi, magari per qualcun altro è un modo per sentirsi più vivo.
 
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José Macedo
 
Non so se questa interpretazione sia corretta, forse non lo è. Certe volte però quei ragazzini di diciannove, vent’anni mi danno quest’idea e fatico a immaginarmi nei loro panni. Io non avrei sopportato tutti gli stress psicologici ai quali sono sottoposti ogni giorno i grinder di cui parliamo sui forum o nei nostri articoli, non avrei sopportato lo stress di poter perdere in un giorno ciò che mio padre aveva guadagnato in una vita; e non è per fare una morale spicciola da quattro soldi. Non ritengo sbagliato farlo, dico solamente che io non ce l’avrei fatta. Giusta o sbagliata che sia la mia interpretazione comunque, mi piace pensarla così, per lasciare anche a loro un tocco di umanità.
 
Per finire questo articolo forse un po’ sconclusionato, un ricettacolo di pensieri in merito ad alcuni dei fatti più risonanti di quest’ultima settimana, non resta forse che citare il grande Charles Bukowski:
 
Non ce la fanno
i belli muoiono tra le fiamme:
sonniferi, veleno per i topi, corda,
qualunque cosa……..
si strappano le braccia,
si buttano dalla finestra,
si cavano gli occhi dalle orbite,
respingono l’amore
respingono l’odio
respingono, respingono.

non ce la fanno
i belli non resistono,
sono le farfalle
sono le colombe
sono i passeri,
non ce la fanno.

una lunga fiammata
mentra i vecchi giocano a dama nel parco
una fiammata, una bella fiammata
mentre i vecchi giocano a dama nel parco
al sole

i belli si trovano nell’angolo di una stanza
accartocciati tra ragni e siringhe, nel silenzio,
e non sapremo mai perchè se ne sono andati,
erano tanto
belli.
non ce la fanno
i belli muoiono giovani
e lasciano i brutti alla loro brutta vita.
amabili e vivaci: vita e suicidio e morte
mentre i vecchi giocano a dama sotto il sole
nel parco.
(Che te ne fai di un titolo?, Charles Bukowski)
 
 :bannersisal200:
 
scritto da Luca ‘ilFilosofo‘ Barbi

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