Full Tilt Poker tra Apple e il buio: ora serve un’idea

A distanza di quasi due mesi dal blocco totale di Full Tilt Poker la situazione della Red Room, ex regina del poker online, appare più che mai ingarbugliata. Ma è davvero tutto riducibile ad un problema di soldi? Ora non più.

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A distanza di quasi due mesi dal blocco totale di Full Tilt Poker la situazione della Red Room, ex regina del poker online, appare più che mai ingarbugliata. Ma è davvero tutto riducibile ad un problema di soldi? Ora non più.

 

 

Investitori, licenze, annunci, offerte, dichiarazioni, ritrattazioni: ecco il mondo Full Tilt Poker da un paio di mesi a questa parte. L’unica domanda a cui nessuno è ancora riuscito a dare una risposta è quella che più  interessa tutti i giocatori, ovvero: cosa sarà Full Tilt al suo ritorno?

 
Ogni giorno si muove qualcosa, ogni giorno riprende quel valzer ormai insopportabile di possibili compratori e possibili date di riapertura. Tutte le mattine l’ex giocatore di Full Tilt Poker si alza e inizia a correre, verrebbe da dire facendo un facile parallelismo; ma la corsa in questo caso è un viaggio mentale a quel 15 settembre che tanto ci fa sperare anche se non si è capito bene in cosa e perché.
 
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L’ormai ex team di Full Tilt Poker
 
La realtà dei fatti sembra essere piuttosto amara e lo si può leggere tra le righe di molti articoli apparsi su tutte le testate estere dedicate al poker online: la situazione di Full Tilt Poker è quanto mai ingarbugliata e tutto è ancora tutto sommato in alto mare. Chi vorrà acquistare la Red Room dovrà fare i conti con un danneggiamento dell’immagine tale che comporterà la necessità di una ricostituzione pressoché totale.
 
A poco o a niente serviranno il Rush Poker o i Tornei On Demand per calmare il timore che serpeggia attorno ad una situazione finanziaria e societaria la cui precarietà è apparsa ai clienti in un modo così lucido da non lasciare alcun dubbio.
 
L’immagine è quella di una società allo sbando, senza un leader vero capace di trainare le sorti di quello che fino al fatidico Black Friday era un piccolo miracolo nel mercato del Poker Online; e se da un lato la situazione può ricordare quella di Apple nel 1997, basti pensare che Full Tilt Poker purtroppo non ha, al momento, nessun Steve Jobs da richiamare alla guida del bolide di cui si è perso il controllo.
 
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Spot promozionale di Apple dal 1997 al 2002
 
È questo forse il punto cardine sul quale soffermarsi qualche momento ulteriore. Chi acquisterà Full Tilt dovrà essere un vero leader, qualcuno in grado di imporre una nuova visione del Poker Online fornendo così un motivo per scegliere di nuovo una room il cui nome sarebbe altrimenti legato ad un black out che ha comportato un lungo congelamento forzato dei fondi dei propri clienti. Riabilitare Full Tilt Poker dunque non è solo una questione di soldi, bensì anche e soprattutto un fatto di obiettivi da perseguire, nuovi, geniali, azzardati, perché l’unico modo di tornare è quello di promettere e dimostrare che qualcuno è ancora capace di ripensare tutto quanto in modo diverso.
 

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