Full Tilt: inizia il valzer delle smentite

La posizione della nota poker room online Full Tilt Poker è sempre più precaria, ma dopo le accuse che ne descrivono il funzionamento come una truffa a schema Ponzi arrivano puntuali le smentite dai legali rappresentanti.

La posizione della nota poker room online Full Tilt Poker è sempre più precaria, ma dopo le accuse che ne descrivono il funzionamento come una truffa a schema Ponzi arrivano puntuali le smentite dai legali rappresentanti.

 

 

Come nei più classici dei copioni, dopo le accuse arrivano le smentite e anche il caso Ferguson&Co non si sposta da queste consuetudini. Certo, negare è tutto sommato una contromossa standard, quanto più negli Stati Uniti, dove dopo il caso del 2008 che portò all’arresto di Bernard Madoff, la parola Ponzi desta un certo sentimento di ostilità nell’opinione pubblica. Ma del resto è pur sempre vero che nonostante il mondo del poker abbia ormai condannato Full Tilt Poker esercitando rapidamente le proprie capacità di sintesi, una sentenza di colpevolezza ancora non c’è e lo spazio per le dichiarazioni da parte degli imputati è ancora ampio.

 
La prima reazione è quella di Jeff Ifrah, legale di Full Tilt Poker con sede a Washington: «Mi oppongo fermamente alle accuse che descrivono l’operato di Full Tilt Poker come una truffa basata sullo schema Ponzi. La room può aver fatto degli errori, ma non esiste alcuna prova in merito al meccanismo Ponzi».
 
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Chris Ferguson
 
Ma sono i legali di Chris ‘Jesus’ Ferguson (che da Gesù per l’occasione potremmo ribattezzare ‘Ponzio’ con un amaro gioco di parole) a rilasciare il comunicato stampa più diretto parlando a nome del fondatore della poker room online in prima persona: «Le autorità giudiziarie sono in pieno disaccordo con le attività della poker room, ma considerarle una truffa a schema Ponzi è qualcosa di completamente infondato, al limite dell’imprudenza, che può addirittura violare le regole di pubblicità preprocessuale intaccando la responsabilità professionale». I capi d’accusa secondo Imrich, legale di Chris, descrivono “solamente” una frode in cui sono stati sottratti fondi ai giocatori. Certo è che non saranno queste dichiarazioni a far dormire sonni tranquilli agli utenti della room online.
 
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Howard Lederer
 
Al di la dei problemi giudiziari è poi giunta una nuova tegola sulle teste di Ferguson e Lederer, entrambi sospesi dalla Epic Poker League rispettando quel canone etico che aveva fatto discutere appena qualche giorno addietro. Decisione certamente travagliata per Annie Duke, sorella di Howard e fondatrice della League, che si è ritrovata per le mani un caso che la tocca fin troppo da vicino.
 
:joka:
 
scritto da Luca ‘ilFilosofo‘ Barbi

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