Poker Cash Live: «Il signore rilancia?»

Siamo in un casinò di Malta e decido di sedermi ad un tavolo €1/€2. Non sono certo navigato ai tavoli da poker cash live, ma le chip e le carte hanno un fascino irresistibile che mi porta ogni tanto a fregarmene del bankroll: ecco la mia storia.

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Siamo in un casinò di Malta e decido di sedermi ad un tavolo €1/€2. Non sono certo navigato ai tavoli da poker cash live, ma le chip e le carte hanno un fascino irresistibile che mi porta ogni tanto a fregarmene del bankroll: ecco la mia storia.

 
 
Mi siedo e osservo il tavolo durante le prime mani. Mi sembrano tutti alla portata e decido di entrare in gioco quando dopo un giro di bottone circa spillo dal mazzo jack e dieci di picche, una delle migliori mani speculative che possano capitarvi fra le mani. C’è un raise, ma non capisco subito di quanto, così quando arriva il mio turno devo fare ricorso al dealer per contare il montarozzo di chip che costituiscono il rilancio. Sono in tutto 12€. Ricontrollo il mio posto, sì siamo ad un tavolo uno due, ho duecento euro davanti e non sono ubriaco. Dodici euro… raise per sei.
 
Le mie due carte finiscono gentilmente quanto inesorabilmente nel muck e per questa volta rinuncio a giocare la miglior mano speculativa. Poi mi rendo conto di quando idiota debba essere la strategia di rilanciare 6x. Un raise è un’azione che dovrebbe dire al tavolo «Hey, ho una mano che mi piace» e tendenzialmente deve metterci nelle condizioni di rivalutare costantemente le nostre possibilità strategiche, specialmente giocando poker cash, dove la chiave di tutto è riflettere attentamente e comprendere il gioco nei dettagli.
 
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Quel raise a 12€ stava invece dicendo «Ho una mano che mi piace, ma ho una paura fottuta che qualcuno mi chiami e mi possa mettere in difficoltà». Magari il signore era uno di quei tipi che rimangono scottati fin dentro la carne se una coppia di sei vince contro i loro due assi e dunque durante l’occasione successiva decidono che è molto meglio fare in modo che la coppia di sei venga presa e gettata… Questi tizi esistono e credono che rilanciare così forte sia prudenziale e saggio… in realtà non è solamente stupido, è anche rischioso.
 
Ci sono due scenari possibili, ma prima di analizzarli cerchiamo di attribuire un range all’avversario. Effettivamente è un compito difficile: un raise di sei BB può significare molto se consociamo attentamente il giocatore, ma se, come me in quel caso, non avete particolari informazioni, dovrete supporre che il range contro il quale vi trovereste a giocare accettando la posta o rilanciando sia qualcosa di non molto distante al Top 5% delle mani. Non potete fare altrimenti. Dunque il vostro range si dovrà adattare di conseguenza: jack e dieci di picche vanno sicuramente buttati. Ma ora concentriamoci su quel giocatore.
 
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Supponiamo che trovi un call ed esca un board terribilmente pericoloso. Il piatto sarà già enorme e lasciare la propria mano diventerà quasi impossibile nonostante il buon senso suggerisca di non arrischiarsi nell’avventura. Se invece ci fosse un raise? Ancora peggio, nel caso in cui non avesse gli assi o i kappa si troverebbe a prendere una decisione davvero complicata poiché tutto il suo stack sarebbe significativamente messo a repentaglio dal piatto che verrebbe a formarsi. Insomma: quel raise è davvero pessimo.
 
Ne ricaviamo una lezione: il dimensionamento delle puntate è uno dei principi cardine del poker live, così come di quello online. Dimensionare correttamente significa massimizzare, ridurre al minimo i rischi, essere padroni del proprio destino nella mano e, cosa più importante, non gettare al vento i propri quattrini.
 
Qualcuno si starà chiedendo come sia finita la mano in quel casinò: tutti foldarono. Il risultato dell’omino fu che rischiando solamente 12€ riuscì a portarne a casa ben tre. Una scommessa decisamente illogica, ancor più considerando che al termine del giro di puntate mostrò due donne motivando la puntata dicendo che la sua non era una mano così forte e preferiva non avere call. Ottima informazione, grazie cogli… la prima mela.
 
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scritto da Luca ‘ilFilosofo‘ Barbi

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