Il Feature Table può cambiare il poker, di nuovo

Dalla telecamera al microchip, la storia del Feature Table è meno semplice e banale di quanto non si pensi. L’evoluzione di questo oggetto, che oggi diamo per banale, è la chiave di volta per il cambiamento del poker live.

Dalla telecamera al microchip, la storia del Feature Table è meno semplice e banale di quanto non si pensi. L’evoluzione di questo oggetto, che oggi diamo per banale, è la chiave di volta per il cambiamento del poker live.

Il poker moderno contrae il suo più grosso debito con il tavolo televisivo. È grazie alle riprese delle hole card dei giocatori infatti che i grandi eventi pokeristici hanno potuto raggiungere la televisione e, con essa, il grande pubblico. Ormai tanta acqua è passata sotto i ponti, e sono in pochi a ricordare quelle World Series guardate senza mai sapere nulla di più di quanto non si sarebbe potuto vedere ad occhio nudo. Ma come funziona un tavolo televisivo? Quali sono le tecnologie che mette in campo per allietarci con le sue peculiari informazioni aggiuntive?

IL TAVOLO TELEVISIVO – Esistono vari tipi di featured table, e per quanto possa sembrare impossibile migliorare questo oggettone costoso quanto bello, in realtà la tecnologia, come sempre, è pronta a stupirci. I primissimi modelli introdotti sul mercato facevano uso di una microcamera situata appena sotto al padded rail — quella striscia imbottita sulla quale i giocatori poggiano i gomiti — oppure direttamente sul piano di gioco che, in questo caso, presenta una sorta di finestra in vetro sulla quale appoggiare le carte. Questi tavoli sono semplici quanto efficaci, ma presentano alcuni difetti. In primo luogo serve una persona che metta in grafica ciò che vedono le telecamere; in secondo luogo, costringono la regia a staccare l’inquadratura per spostarsi continuamente sulla “spizzata” dei giocatori al fine di dare continuità al racconto di un tavolo finale. Non è propriamente un difetto, intendiamoci, quanto più un vincolo psicologico dato dal semplice fatto che altrimenti non verrebbero mai utilizzate tutte quelle lunghe ore di girato. Proprio qui sta il terzo difetto: questo tipo di tavolo rende necessarie molte microcamere e molte ore di ripresa ininterrotta, una vera dispersione di risorse, dunque, di denaro.

Un tavolo munito di video camere

MICROCHIP – Pensare ad un’evoluzione di questo tipo di tavoli significava dunque eliminare quanto più possibile gli sprechi e ottimizzare le risorse disponibili; per farlo, era necessario che le carte potessero essere “lette” anche senza l’ausilio di una videocamera. Solamente in questo modo infatti, oltre a non aver bisogno di una registrazione specifica, il segnale mandato dal tavolo alla regia è già un’informazione utilizzabile informaticamente. Ovviamente serviva che le carte comunicassero con il tavolo: per rendere possibile tutto questo si è deciso di inserire un microchip all’interno delle carte. Questo chip non fa altro che comunicare al ricevitore posto sotto il panno del tavolo il valore esatto della carta. È grazie a questo tipo di tavoli che è possibile sviluppare la grafica della mano rendendola disponibile in diretta e in sovrimpressione sui monitor televisivi.

IL MICROCHIP SI DIFFONDE – Finisce qui l’innovazione? A dire il vero, no. Nei tavoli basati sul microchip nelle carte del mazzo serve ancora l’intervento umano per la “lettura” degli importi delle puntate. L’evoluzione è, in questo caso, preparata dalla tecnologia già messa in campo precedentemente e attraverso l’inserimento di un microchip anche all’interno del bottone e dei gettoni utilizzati per le puntate, il tavolo è in grado di registrare perfettamente tutta l’action che avviene al tavolo. Con questi tavoli è praticamente possibile sviluppare un file contenente l’hand history in tutto e per tutto analogo a quello delle poker room online, di enorme utilità sia per la regia sia per i giocatori.

Con i nuovi tavoli la grafica è realizzata in diretta

DOVE CI PORTA IL FUTURO – Pensate di arrivare al tavolo di un grande torneo live e di inserire una pendrive nell’apposita presa USB. Il sistema vi chiede di posizionare il vostro chip di riconoscimento e, una volta completata questa procedura iniziale, il tavolo rilascia regolarmente l’hand history di ogni mano che giocate. Sul vostro monitor di servizio avete a disposizione le statistiche che preferite inerenti ai vostri avversari, dei quali potreste aver accumulato numerose mani durante i grandi eventi live precedenti. Tornando a casa potreste decidere di fare hand review sul vostro torneo importando le mani giocate su Hold’em Manager. Sarebbe un buon futuro no? Chissà, forse qualcuno sta lavorando per farlo diventare presto realtà. 

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