Poker: siamo nel 2012 e c’è ancora gente che…

Anno nuovo, vita nuova? No, questo detto non è valido nel mondo del poker dove tante convinzioni sono troppo radicate per essere cambiate: il poker come gioco d'azzardo, il server truccato, la sfortuna, i donk… Mettiamo le cose in chiaro!

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Anno nuovo, vita nuova? No, questo detto non è valido nel mondo del poker dove tante convinzioni sono troppo radicate per essere cambiate: il poker come gioco d'azzardo, il server truccato, la sfortuna, i donk… Mettiamo le cose in chiaro!

 

L'anno nuovo è arrivato, abbiamo tutti festeggiato e ci siamo fatti gli auguri per questo 2012. Si spera sempre che il cambiamento di data coincida con importanti e belle novità, ma sappiamo benissimo che questo non accade poi quasi mai. Nel nostro mondo del poker, in particolare, ci sono cose probabilmente destinate a rimanere immutate, convinzioni radicate nella mente dei giocatori italiani che difficilmente riusciranno a sparire un giorno. Facciamo chiarezza e riflettiamo insieme su certi intramontabili temi che ancora dividono e impediscono al nostro movimento pokeristico di raggiungere una maturità accettabile.

 

Siamo nel 2012 e c'è ancora gente che… confonde il poker con i giochi d'azzardo. Tra tutti i pregiudizi questo sicuramente è uno dei più difficili da sradicare. Come si fa a far capire cos'è il poker a chi non lo conosce e non ha mai giocato? La classica visione del poker giocato nelle bische in mezzo a nuvole di fumo e alcolici è un cliché troppo comune per essere estirpato. Come fa ad esserci di mezzo l'abilità se le carte vengono consegnate a caso dal dealer? Ecco vaglielo a spiegare che le carte buone prima o poi arrivano a tutti… Peccato, perché vorremmo che almeno i nostri cari sapessero cosa stiamo facendo.

 

Siamo nel 2012 e c'è ancora gente che… pensa che il poker sia tutta questione di fortuna. Restiamo nello stesso delicato tema, ma prendiamo in considerazione anche chi è già un giocatore di poker e dovrebbe conoscere e capire la natura di questo gioco. Ecco che la questione diventa molto più grave: spesso infatti neppure quelli che giocano riescono a cogliere l'importanza del cosiddetto “lungo periodo” e pensano che la bravura alla fine non abbia un peso determinante. Niente di più sbagliato, soprattutto nell'online, dove il poker è diventato un opportunità di lavoro grazie al numero impressionante di mani giocabili.

 

Siamo nel 2012 e c'è ancora gente che… passa tutta la giornata a whinare. Lamentarsi, imprecare gli dei, piangere per la propria malasorte: questo è quello che riesce meglio a troppi giocatori di poker e rimaniamo sempre nella spinosa questione del fattore C. Anche tra i professionisti, c'è gente che con anni di tornei alle spalle si lamenta delle bad beat o dei periodi negativi. Ma online ci sono a disposizione ogni giorno tutte le partite che si possono desiderare; basta sedersi e alla lunga il vero valore di un player emergerà, garantito! Ci sono tutte le specialità a disposizione e quando si viene scoppiati basta aprire un altro tavolo.

 

Lui non è un giocatore fortunato, intesi?

 

Siamo nel 2012 e c'è ancora gente che… pensa che il server sia truccato. Eccoci di fronte ad un'altra diatriba arcinota, tra gli “eterni sospettosi” e i “garanti della legalità”. Certo, online si possono incappare in imbrogli e truffe, ma le rooms italiane sono tutte certificate da AAMS. Comunque non è questo il punto fondamentale, quanto piuttosto le bizzarre motivazioni dei “complottisti” che spesso pretendono di dimostrare strane teorie con campioni di mani ridicoli. Inutile dirvi che siamo ancora fermi al livello della comprensione del gioco, ovvero dell'accettamento del “long term” privo di una componente aleatoria.

 

Siamo nel 2012 e c'è ancora gente che… si lamenta dei troppi donk. Ma fatemi il piacere, bisognerebbe istituire anzi un'associazione che protegga questi benedetti “donk” o “fish” o “polli” (chiamateli come volete) e evitare la loro estinzione! Il mercato italiano è limitato e sono un bene sempre più raro. L'unica situazione in cui ci si può lamentare di loro, è quando ce ne sono troppi al proprio tavolo e non ci si riesce ad adattare al gioco andando in tilt; in tutti gli altri casi, bisogna essere felici di subire un brutto colpo da un giocatore incapace. Lui può vincere la battaglia, ma la guerra sarà nostra!

 

 

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