L'ucraino Oleksii Kovalchuk si è appena imposto a Sanremo conquistando la sua seconda storica picca IPT. I tornei italiani sono sempre meta di conquista per i forti giocatori stranieri, ma quand'è che questa tendenza verrà invertita?
L'ucraino Oleksii Kovalchuk si è appena imposto a Sanremo conquistando la sua seconda storica picca IPT. I tornei italiani sono sempre meta di conquista per i forti giocatori stranieri, ma quand'è che questa tendenza verrà invertita?
L'ucraino Oleksii Kovalchuk si è appena imposto a Sanremo conquistando la sua seconda storica picca IPT. I tornei italiani sono sempre meta di conquista per i forti giocatori stranieri, ma quand'è che questa tendenza verrà invertita?
Ormai è un dato di fatto: quando si gioca un importante torneo nei casinò italiani, bisogna avere un occhio di riguardo per i giocatori stranieri. Anche se sono in pochi rispetto al field, potete stare certi che, per quanto riguarda gli stranieri, una percentuale sicuramente maggiore rispetto a quella di partenza arriverà in fondo al torneo. In testa al chipcount purtroppo ci sono spesso poche bandierine tricolore. Ma sono davvero così forti i players che vengono a cercare fortuna da noi? O forse siamo noi che dobbiamo ancora migliorare tanto?
Oleksii Kovalchuk è davvero un fenomeno ed è stato il primo straniero ad imporsi per due volte all'IPT, impresa riuscita finora solo all'italiano Marco Figuccia. Però il bravissimo Kovalchuk non è il primo straniero che ha trovato la sua “gallina dalle uova d'oro” nel panorama pokeristico italiano. Per fare un esempio, l'ungherese Tamas Lendvai si è già arricchito parecchio prima di lui, dominando un'intera stagione dell'Italian Poker Tour, il circuito più importante d'Italia. Non sempre si tratta di giocatori eccezionali e dunque c'è da chiedersi quanto il merito sia dei vincitori e quanto si possa parlare invece di demerito dei nostri giocatori.
Ce ne sarebbero altri di esempi simili e riguardano giocatori più o meno noti, che comunque possono contare su una certa “edge” misurandosi contro il field italico. Abbiamo ripetuto tante volte qui sul nostro portale e nel nostro forum qual è il principale problema per i giocatori italiani: il mercato del .it costringe i nostri players a confrontarsi tra di loro ed in questo modo è difficile migliorare. Non c'è la possibilità di crescere come movimento come con il .com e questo si risente inevitabilmente nei grandi tornei live.
Per fortuna anche l'Italia del poker può contare su grandissimi campioni apprezzati in tutto il mondo, ma il livello generale è sicuramente più basso di quello composto dagli stranieri nei nostri tornei. Tra gli italiani infatti ci può essere chi finisce ad un torneo importante come l'IPT un po' per caso: qualcuno magari è lì grazie ad un satellite, qualcuno è stackato o sponsorizzato, qualcuno vuole provare il colpaccio della vita. Gli stranieri invece sono solitamente tutti molto forti e preparati, altrimenti non si farebbero un viaggio per nulla fino al nostro Paese.
Speriamo che il 2012 possa essere un anno ricco di soddisfazioni per il poker italiano e che i principali tornei dei nostri casinò non siano terra di conquista per i players stranieri. Ci sono tanti giocatori che cercano da anni il grande colpo e tanti giovani che sperano di consacrarsi con una vittoria prestigiosa nel live. Certo, siamo tutti contenti di vedere all'opera grandi campioni da altri Paesi… ma almeno a casa nostra in futuro vogliamo farci rispettare e toglierci tante soddisfazioni!