Poste Italiane e quell’idea di poker che non cambia

Poste Italiane non entrerà nel mercato del gioco online e la notizia mi lascia perplesso. Non facciamone demagogia spicciola: quei 350.000€ buttati al vento acquistando una licenza che non verrà sfruttata, non rappresentano un danno reale per la società.

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Poste Italiane non entrerà nel mercato del gioco online e la notizia mi lascia perplesso. Non facciamone demagogia spicciola: quei 350.000€ buttati al vento acquistando una licenza che non verrà sfruttata, non rappresentano un danno reale per la società.

Forse sono quattrini anche nostri, ma ci sono stati pasticci economici ben più gravi. Non è quella cifra a preoccuparmi, quanto più l’incapacità di certi manager. Incapaci di valutare le conseguenze di una decisione e di affrontarle mantenendo la linea.
È proprio grazie a questa incapacità che, con affondi ben assestati, la strategia economica di un’intera società è stata messa al bando dalla stampa generalista. Un attacco che per giunta risulta essere più che condivisibile dal momento che Poste Italiane, non dimentichiamolo, ha il delicato compito di salvaguardare la messa in essere dell’art.15 della Costituzione Italiana: «La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.» In altre parole, meno interessi economici hanno le poste, meno saranno le tentazioni cui sarà sottoposta e visto che, per inciso, già ora gli uffici postali sembrano supermercati, prendo di buon grado la rinuncia memore degli scandali legati a Telecom e alle intercettazioni non autorizzate dalla magistratura.
Dall’altra parte della barricata rimane il poker, anche in questo caso accumunato ai giochi d’azzardo e come tale utilizzato come arma retorica per attaccare Poste Italiane. Poker, casinò e scommesse sono insomma ancora la stessa cosa per la maggior parte degli italiani e non possiamo che prenderne atto. Basti notare come Glaming.it, entrata di prepotenza nel mercato italiano, tenga il più possibile celata la propria paternità. Mondadori è dietro le quinte e dirige i lavori, Glaming.it è la marionetta che muove i suoi passi sul palco e che cerca di nascondere i fili che la guidano agli occhi del pubblico.
Sono queste le dinamiche di un mercato che, ancora una volta, sta affrontando una piccola rivoluzione; si passa infatti da un ambito economico occupato unicamente da aziende specifiche del settore ad uno promiscuo, con società esterne che si ritrovano ad affrontare il problema di partecipare ad un mercato, che per quanto saturo resta florido, dissimulando il più possibile questa partecipazione al fine di salvaguardare l’immagine aziendale, così importante nel mercato moderno.

 

Speravo che l’ingresso di società esterne al settore dei giochi potesse aprire le porte allo sdoganamento del poker. Mi sbagliavo. Errate le previsioni, errati i presupposti. Me ne accorgo solamente oggi, un po’ come quando sul finire della stagione autunnale ci accorgiamo d’un tratto che i rami degli alberi sono spogli; ne prendiamo atto come se tutto fosse successo all’improvviso perché fino a poco prima eravamo indaffarati a guardare altrove, pensavamo ad altro. La realtà del poker, oggi, non è diversa da quella di qualche anno fa. Prendiamone atto e andiamo avanti come sempre, come abbiamo fatto ieri e come faremo domani.

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