In Italia tiene banco in questo periodo il dibattito sulla riforma del lavoro e sulla crisi che coinvolge soprattutto i giovani. Molti in queste situazioni di difficoltà hanno trovato nel poker una nuova strada… Può essere davvero una soluzione attuabile?

In Italia tiene banco in questo periodo il dibattito sulla riforma del lavoro e sulla crisi che coinvolge soprattutto i giovani. Molti in queste situazioni di difficoltà hanno trovato nel poker una nuova strada… Può essere davvero una soluzione attuabile?

Sono davvero tanti i casi di giocatori che hanno scoperto per caso il poker in un periodo di disoccupazione o di tempo libero “forzato”. Da un semplice gioco alcuni hanno ricavato un modo per fare qualche soldo o per arrotondare lo stipendio.  Ecco che, quasi per caso, può nascere un nuovo giocatore professionista! In tempi di crisi una nuova carriera potrebbe derivare proprio dal poker online.

Sappiamo tutti che non è semplice trasformare il gioco del poker da hobby a lavoro vero e proprio. Ci vogliono delle doti che non tutti possiedono: non basta la passione e l’impegno. Bisogna essere portati per il grinding, avere un mindset di ferro e sapersi gestire mentalmente oltre che economicamente. Per certi giocatori è già abbastanza difficile risultare vincenti, figuriamoci cosa vuol dire mollare tutto e puntare esclusivamente sul poker come fonte di guadagno.

Eppure una percentuale dei players italiani è in grado di giocare a poker per professione e questo particolare “lavoro” sembra davvero perfetto per un periodo difficile come questo. Sono le parole degli esponenti del governo Monti a farci pensare questo. Abbiamo ormai capito infatti che il posto fisso è un’illusione e che bisogna in un certo senso inventarsi il proprio mestiere. La rete è il luogo e lo strumento ideale per questo nuova visione del mondo lavorativo.

Sono sempre di più i giovani che trovano nel web lo sbocco lavorativo tanto cercato e desiderato. Il telelavoro, ovvero il lavoro da casa, è un’opportunità da tenere in considerazione. Il poker rientra in queste nuove chance lavorative ma va affrontato ovviamente in maniera seria e consapevole. Bisogna avere un piano settimanale, dedicare tempo allo studio e alla revisione delle mani. Se necessario bisogna ricorrere ad un coach o ad altri strumenti per cancellare i propri leak.

Certo, tutto ciò è si allontana dalla figura di un Professional Poker Player che ci si potrebbe erroneamente immaginare. Dimenticatevi la vita dei grandi campioni come Phil Ivey & Co, quello al massimo arriverà dopo. Il poker live e le sue emozioni prevede costi e lati negatvi che solo i giocatori sponsorizzati possono permettersi. Grazie all’online c’è garanzia di meritocrazia per tutti, una cosa molto rara nei rami lavorativi classici. Chissà cosa ne pensa a tal proposito la Fornero…

In bocca al lupo a chi davverò tenterà la strada del poker per rilanciare la propria vita lavorativa. Voi cosa ne pensate? Vi sembra una proposta azzardata o fattibile? Venite nel forum a discutere con gli altri utenti di questo e di molti altri temi delicati legati al poker!

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