Giocare a poker è immorale? Riflessioni semiserie dal nostro forum

Giocare a poker è un'attività immorale? Come possiamo inquadrare il nostro gioco e passatempo preferito in un'ottica religiosa? Nel forum di PokerItaliaWeb sono emersi degli spunti interessanti per discutere su questi temi molto delicati.

Giocare a poker è un'attività immorale? Come possiamo inquadrare il nostro gioco e passatempo preferito in un'ottica religiosa? Nel forum di PokerItaliaWeb sono emersi degli spunti interessanti per discutere su questi temi molto delicati.

 

I pokeristi sono spesso personaggi strani, capaci però a volte anche di riflessioni profonde che possono cogliere di sorpresa. Nel nostro forum ogni giorno nascono le discussioni più variegate, che possono creare di battiti interessanti su tanti aspetti del gioco del poker… ma chi si sarebbe aspettato di finire a parlare di religione, comandamenti, etica e moralità? Un nostro eccentrico utente si è chiesto se il poker va contro la religione e ha inoltrato questo dubbio anche agli altri PIWelli. Tirando in ballo i dieci comandamenti, il nostro amico ha comunque risollevato una questione spinosa che non riguarda per forza solo la religione: giocare a poker è una cosa immorale?

 

Precisiamo intanto che questa non è una domanda così 'strampalata' come potrebbe sembrare: ci sono diversi giocatori di fama mondiale che si sono interessati a questi argomenti e hanno provato a dare una risposta. Il danese Gus Hansen, ad esempio, ha rivelato qualche mese fa di essersi appassionato alla lettura della Bibbia per poter dare una valutazione sulla natura del poker. I continui attacchi della Chiesa e dello Stato al mondo dell'azzardo, nel quale viene erronamente inserito anche il nostro amato poker, rendono questa questione più che mai di attualità. Nessuno di noi è un esperto teologo, ma qualche riflessione si può fare tranquillamente sperando di non urtare le sensibilità altrui.

 

Una partita di poker molto immoraleChi gioca a poker per professione, ma anche chi lo fa per hobby, cerca naturalmente di vincere più soldi possibili. Da dove proviene questo denaro? Dalle tasche dei giocatori meno fortunati o meno preparati. La moltiplicazione del pane e dei 'fish' sarebbe dunque un miracolo molto gradito anche dai pokeristi. Un'attività del genere non produce qualcosa di tangibile e non lascia molto alla società… Può essere una cosa per la quale vergognarsi? Un pokerista può essere accusato di avidità e avarizia? Difficile dare una risposta oggettiva, però possiamo consolarci pensando che esistono anche altre professioni o attività che ricordano questi aspetti del poker: il trading e le speculazioni finanziarie, tanto per fare degli esempi.

 

Una questione aperta quindi, molto più ampia di quanto possa si possa pensare. Dobbiamo davvero sentirci in colpa per quello che facciamo, anche se vogliamo solo divertirci ad un tavolo da poker? Di certo statisticamente ci sono molti pokeristi di fede cattolica in Italia e sarebbe interessante capire cosa pensa a riguardo un vero credente. Venite nel forum  a commentare liberamente e dire la vostra. Speriamo di non avervi traumatizzato… Siete già corsi a confessarvi? Mi raccomando, la prossima volta che dovrete rubare un big blind, non pensate ai comandamenti! Mal che vada sarete in buona compagnia nel girone dell'inferno dei pokeristi.

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