Si parla da parecchi mesi del binomio pubblicità e giochi d'azzardo e al Governo sono arrivate proposto molto rigide, come quella dell'onorevole Rampi, che di fatto vorrebbe vietare la pubblicitaria del gioco d'azzardo. Ma come si sono organizzati le altre nazioni?

Si parla da parecchi mesi del binomio pubblicità e giochi d’azzardo e al Governo sono arrivate proposto molto rigide, come quella dell’onorevole Rampi, che di fatto vorrebbe vietare la pubblicitaria del gioco d’azzardo. Ma come si sono organizzati le altre nazioni?

Ovviamente l’Italia non è l’unico paese che si trova ad affrontare il problema della pubblicità legata al gioco d’azzardo per tutelare le fasce più deboli, con un occhio di riguardo nei confronti dei minorenni. In Spagna, paese nel quale presto si arriverà ad una regolamentazione statale del Poker Online e in generale del gioco, si stanno muovendo per tempo, al contrario di quello che si è verificato nel bel paese.
In Spagna, a partire dal prossimo mese di giugno (data in cui dovrebbe entrare in vigore il regolamento sui giochi online), qualsiasi forma di pubblicità diffusa attraverso i media, che ha lo scopo di pubblicizzare il gioco d’azzardo, sarà limitata in una fascia oraria che andrà dalle 22 alle 6 del mattino.

Ovviamente non possiamo esimerci dal paragonare la politica spagnola sul gioco d’azzardo con la nostra. La Spagna vive ancora di poker room .com (presto verrà introdotto un regolamento simile a quello italiano), ma già si parla di come gestire la pubblicità per tutelare i soggetti più a rischio. Perché i politici italiani hanno impiegato anni per accorgersi del problema?

Domanda ostica ovviamente, ma fatto sta che Elisabetta Rampi, Andrea Riccardi e Raffaele Lauro, a febbraio del 2012, hanno parlato in Parlamento e per tutti e tre in parlamentari la soluzione migliore è quella di arrivare ad un divieto assoluto della pubblicità legata al gioco d’azzardo, simile a quello imposto per le sigarette. Dopo di loro anche l’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, ha sottolineato la pericolosità nascosta dietro la pubblicità del gioco d’azzardo. Una visione completamente differente rispetto a quella che hanno i politici (e non solo) della penisola iberica.

 

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