Mentre nel mondo il libero mercato e' stato aperto alla concorrenza e sono stati abbattuti tutti i dazi doganali per permettere la libera circolazioni di mezzi e di beni, nel poker online in Italia e' successo esattamente il contrario ovvero si e' chiuso il mercato “in un recinto”.

Mentre nel mondo il libero mercato e’ stato aperto alla concorrenza e sono stati abbattuti tutti i dazi doganali per permettere la libera circolazioni di mezzi e di beni, nel poker online in Italia e’ successo esattamente il contrario ovvero si e’ chiuso il mercato “in un recinto”.

 

In questi ultimi anni il poker online e’ molto cambiato dalla sua nascita avvenuta oltre 15 anni fa su internet. Il forte sviluppo della rete che da prima ha interessato gli Stati Uniti e poi si e’ esteso a tutto il mondo ha permesso la nascita delle prime poker room online, sale da poker concepite per permettere ai giocatori provenienti da tutto il mondo, di sfidarsi online comodamente seduti sul proprio divano 24 ore su 24.

 

Questa e’ l’idea di base per cui sono state concepite le poker room online, ovvero far giocare giocatori provenienti da diverse nazioni allo stesso tavolo. Il poker online fin dalla sua nascita era riuscito ad abbattere attraverso internet tutte le barriere doganali, i fusi orari, le lingue che potevano ostacolarne la forte crescita, dimenticandosi pero’ un elemento fondamentale nella realta’ moderna: le tasse.

 

Le societa’ proprietarie delle maggiori poker room online, infatti avevano (ed hanno ancora) molte volte sede in veri e propri paradisi fiscali, ovvero piccole nazioni o isole sperdute che permettono legalmente di svolgere un’ attivita’ senza pagarne le relative tasse e come si sa anche nei mercati liberi e moderni le tasse vanno pagate per ottenere un equilibrio fra domanda ed offerta e per permettere ad ogni stato di ottenere delle entrate.

 

Il forte sviluppo del mercato del poker online che da prima ha avuto come centro gli Stati Uniti patria del poker texas hold’em specialita’ giocata da sempre nei casino’ Americani, per poi espandersi rapidamente in Nord America, in Europa e poi in Asia e Sud America ha visto anche il moltiplicarsi di nuovi operatori che con diversi marchi entrarono in questo florido mercato in forte espansione.

 

Serve un mercato comune per il poker online?Dall’anno 2000 (circa) anche in Italia si inizio’ a parlare timidamente di poker online, ma il vero boom di questo gioco comincio’ dal 2005 quando internet inizio’ a diffondersi con piu’ intensita’ anche nella Penisola e i giocatori italiani iniziarono a conoscere ed apprezzare questa nuova modalita’ di gioco proveniente dagli Usa. Anche la televisione con il passare degli anni inizio’ a trasmettere format dedicati a questo gioco provenienti dai maggiori casino’ live Americani, in internet iniziarono a nascere i primi portali a tema dedicati al mondo del poker online e i giocatori italiani potevano giocare in qualsiasi poker room online sfidando giocatori provenienti da tutto il mondo.

 

Ma un business cosi’ florido non poteva resistere ancora per molto tempo senza una regolamentazione e una tassazione e fu proprio l’Italia con il ministro Giulio Tremonti la prima nazione al mondo a stabilire nuove regole di mercato per questo gioco e a chiudere il mercato italiano del poker online in un “pericoloso” recinto.

 

Dal 2008 in Italia il poker online e’ stato regolamentato semplicemente per ricavarne nuove tasse. Mentre ogni giorno si parla di libero mercato e si abbattono i muri dello scambio merci, nel poker online Italiano (e non solo) e’ stato eretto un muro che in un primo momento ha favorito lo sviluppo di questo gioco e la sua diffusione in italia, ma che oggi invece rischia di “strangolare” questo giovane mercato.

 

I nodi piano piano vengono al pettine. I mercati regolamenti come quello Italiano e Francese stanno avendo enormi difficolta’ di ricambio giocatori e una forte diminuzione della raccolte, le poker room online dopo i primi anni di forti investimenti iniziano a diminuire gli investimenti perche’ ritenuti poco remunerativi, e i nuovi mercati appena partiti (Spagna) faticano a crescere. In Europa la situazione sta’ evolvendo molto rapidamente da una parte troviamo gli stati che hanno seguito il modello Italiano di regolamentazione e chiusura del proprio mercato (Italia, Francia, Spagna, Danimarca, Belgio) mentre dall’altra troviamo le piccole nazioni europee e gli stati del nord (Inghilterra, Irlanda) che adottato invece una regolamentazione liberale e aperta del mercato.

 

Personalmente penso che un mercato regolamentato come quello Italiano prima o poi debba finire perche’ lo ritengo troppo piccolo e come si sa i mercati piccoli prima o poi vanno a scomparire inghiottiti dai mercati piu’ grandi, ed e’ questo che succedera’  anche al mercato italiano del poker online, che da prima si unira’ con i mercati delle altre nazione regolamentate, per poi arrivare negli anni a seguire ad un unico grande mercato europeo con una regolamentazione comune, solo cosi’ il poker online Europeo potra’ crescere senza piu’ barriere e rimanere competitivo negli anni a seguire.

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