Caos e tante polemiche, il 2013 del poker live è più che mai incerto!

Il nuovo anno doveva portare, almeno nei desideri dei tanti appassionati, il ritorno del poker live nei circoli italiani. Invece negli ultimi mesi del 2012 è tutto cambiato, adesso tra polemiche, accuse e tanta demagogia il futuro è più che mai incerto.

Il nuovo anno doveva portare, almeno nei desideri dei tanti appassionati, il ritorno del poker live nei circoli italiani. Invece negli ultimi mesi del 2012 è tutto cambiato, adesso tra polemiche, accuse e tanta demagogia il futuro è più che mai incerto.


Il 2012 si è chiuso con le dichiarazioni, arrivate con colpevole ritardo, del presidente della Federazione Italiana Gioco Poker Isidoro Alampi che si auspicava una corretta ed equilibrata informazione sul poker live. Questo perchè negli ultimi tempi è capitato sempre più spesso che i non addetti ai lavori abbiano criticato apertamente il movimento non conoscendo affatto la realtà di questo splendido gioco, definito dallo stesso Alampi come uno “sport della mente come gli scacchi“.

A creare tensione è stata l'oramai famosa Legge di Stabilità 2013 approvata dalla Camera dei Deputati in terza lettura il 21 dicembre 2012, dopo il via libera del Senato. Al centro delle polemiche le 1.000 licenze del poker live che in teoria dovrebbero portare alla legalizzazione del settore, ma che in pratica potrebbero non arrivare mai. La stampa nazionale infatti, appoggiata anche da diversi politici, ha 'deciso' che il poker live è un gioco d'azzardo altamente pericoloso per la già precaria situazione economica italiana.

A dar forza a questo particolare pensiero anche il Ministro della Salute Renato Balduzzi che, recentemente, si è detto “sconcertato per alcuni emendamenti sul gioco d'azzardo patologico che sembrano invertire la direzione che il governo aveva avuto rispetto a questa questione di enorme impatto“. Insomma il punto è sempre quello, cioè la visione distorta di questa disciplina che si è voluta, a tutti i costi, raffigurare non come un gioco di abilità ma soltanto di fortuna e per questo altamente pericoloso.

L'ennesima conferma di questo oscuro disegno è arrivata nello show televisivo di Maurizio Crozza, quel 'Crozza nel paese delle meraviglie' che quasi sempre funge da termometro Maurizio Crozzanazionale. Il bravissimo comico ligure nell'occasione ha messo in mostra una serie di luoghi comuni sul poker dal vivo degni del peggior predicatore televisivo con l'esito però di aumentare l'odio dell'opinione pubblica su questa modalità di gioco.

L'unica nota positiva di fine anno è arrivata invece dalle pagine telematiche de 'Il Fatto Quotidiano'. Dario De Toffoli, esperto di giochi in generale, ha commentato in maniera chiara e inappuntabile tutto quello che sta succedendo intorno al mondo del poker live cercando di mettere a nudo le inesattezze scritte e raccontate dai media nazionali:

Si è voluto scambiare il poker per un gioco d’azzardo, confondendolo con i famigerati videopoker e le altre slot. Ma nelle slot machine l’esito del gioco non dipende dal giocatore, che risulta alienato da quanto sta facendo e qui si instaura il germe della dipendenza che sta portando centinaia di migliaia di italiani sulla via della tossicità da gioco d’azzardo (ludopatia). Ma in un gioco come il poker, dove alla lunga vince sempre il più bravo, ciò non può succedere, perché per il perdente subentra la frustrazione, chi perde ripetutamente si ferma ben prima di arrivare alla dipendenza, perché si rende conto di essere meno bravo di altri. Non esistono pokeristi affetti da ludopatie!

La speranza è che questo concetto diventi chiaro a tutti e che presto si arrivi finalmente ad una regolamentazione del settore in grado di definire delle linee guida sulla quale rifondare l'intero movimento che comunque continua ad esistere anche nell'illegalità.

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