Come da titolo: siete soddisfatti dei payout delle poker room italiane? Secondo voi è giusto attribuire la maggior parte del montepremi al primo in classifica e vedere che i primi ITM a volte non vincono nemmeno il buy-in? Io spesso rimango perplesso.
È domenica. Non ci sono le partite e decidi di passare la giornata a giocare a poker online. Ti iscrivi ad un torneo da €100 di buy-in e ci dedichi gran parte della serata. Parti bene ma poi non vedi più carte. Il tuo stack si assottiglia di livello in livello ma tu, sempre card dead, non provi nemmeno a rubare perché vuoi arrivare almeno a premio e salvare il salvabile.
A gran fatica arrivi, da cortissimo, ITM e, appena scoppiata la bolla, pushi da CO con 45s. Trovi il BB al call, quasi obbligato, con J5. Board bianco e sei out. “Beh, ho giocato quasi 5 ore, ho sofferto ma almeno sono andato a premio“. Questo è il primo pensiero una volta chiuso il tavolo. Ma poi vai a guardare il pay out e ti rendi conto che hai vinto un premio lordo di €108,84. Per un guadagno netto di €8,84.
“Ho giocato 5 ore per vincere €8,84?!?“. La soddisfazione di essere andato a premio in un torneo che ha contato ben 2.400 giocatori viene subito mitigata dall’entità del premio. Entri nei primi 350 del torneo, nell’élite del 15% dei partecipanti, e non hai vinto nemmeno il 10% di quanto hai investito. Scorri il pay out per cercare di capire come funzioni la cosa. E ti accorgi che nemmeno se vai nei primi 200, che significa l’8% del field, riesci a raddoppiare l’investimento. Per quello devi rientrare nei migliori 150. E stiamo parlando del semplice raddoppio di quanto pagato alla partenza. Coca che, se per qualche economista può sembrare un affare, per un pokerista è praticamente una perdita di tempo.
Non si può stare 6 ore al pc per vincere un buy-in. Perché se la cosa può sembrare interessante per un buy-in alto (in Italia non può essere maggiore di €250, quindi stiamo parlando di cifre comunque trascurabili) c’è anche gente che gioca a limiti decisamente minori, per esempio con buy-in da €15 o meno e che, dopo altrettante 6 ore di gioco, ha vinto solo €15.
Poi vai a scorrere i premi verso l’alto. Noti che il vincitore del torneo, quello che avrà la meglio di 2.400 giocatori ma che rispetto a te ha fatto meglio solo sul 7% di quel field, prende il buy-in moltiplicato per 500. Ma vi sembra giusto?
Personalmente posso capire lo sbilanciamento verso l’alto del pay out. In Italia siamo famosi per creare specchietti per le allodole, promettendo vincite milionarie con una schedina da €1 del Superenalotto, per esempio. Ma in un torneo di poker, dove l’abilità dovrebbe avere la meglio sull’alea (almeno alla lunga), questo discorso mi sembra particolarmente forzato. Ma non tanto per il primo premio spesso troppo alto, soprattutto se paragonato alle altre posizioni del final table, ma quanto meno per l’entità economica delle ultime posizioni pagate.
Parliamoci chiaro: è frustrante andare ITM in un torneo di poker online e ritrovarsi a vincere meno di €10. Frustrante e demotivante. Farebbe passare la voglia di giocare a molti. Anche perché se vuoi riprovarci la domenica successiva, o anche la sera dopo visto che tornei da €100 ci sono tutti i giorni, e non arrivi a premio, il tuo saldo sarà di -€91. Non proprio quello a cui ambisce un giocatore di poker, che sia occasionale o abituale, quando arriva a premio una volta su due.
Quando ho cominciato a giocare a poker, il mio primo obiettivo ad ogni torneo giocato era l’ITM. Poi mi sono reso conto che andare a premio senza arrivare al tavolo finale era una perdita di tempo. Ed ho smesso di giocare i tornei multitavolo. Ma se è davvero questo l’obiettivo di chi organizza questi eventi, vi prego, non chiamatelo poker sportivo. Perché questo modus operandi non ha assolutamente nulla di sportivo. Giocare 6 ore per vincere il 10% dell’investimento non è profittevole ne vantaggioso. Perché allora, se proprio non si vuole diminuire il primo posto, non premiare solo il 10% del field e premiare maggiormente gli ITM minori?