Ad un orecchio estraneo al mondo del poker, sentir parlare un giocatore può sembrare che questi sia un insano mentale. Slang, modi di dire, e gerghi tecnici sono però all’ordine del giorno tra i players abituali. Vediamo quali sono i più curiosi.

Ad un orecchio estraneo al mondo del poker, sentir parlare un giocatore può sembrare che questi sia un insano mentale. Slang, modi di dire, e gerghi tecnici sono però all’ordine del giorno tra i players abituali. Vediamo quali sono i più curiosi.

 

 

I giocatori di poker hanno creato col tempo un modo di parlare che appartiene unicamente a chi fa parte di questo settore. Ad un orecchio poco pratico molte parole sembrerebbero senza senso o inventate di sana pianta. Ed invece c’è tutto un mondo dietro. Un modo di comunicare appartenente solo ai pokeristi.

 

I giocatori di poker infatti “giocano le parrocchie“. Che è un modo di definire un torneo dal basso buy-in e dal field composto principalmente da giocatori amatoriali. Come a voler dire “il torneo della parrocchia”, quelli cioè organizzati dal prete del paese per una raccolta fondi e che sono, per loro stessa natura, aperti a tutti i tipi di giocatori, dal professionista al novizio.

 

Ma cosa significa quando un giocatore di poker “parla coi muri“? Che questi incredibili players abbiano anche capacità extraterritoriali? E invece significa proprio il contrario, ovvero che quando non sanno più a che santo rivolgersi per le tante bad beat che hanno subito si rivolgono ai muri, gli unici con orecchie tanto grandi da poterli stare a ascoltare il loro “whinare” (piangere) ancora e ancora e ancora…

 

Quanti di voi hanno seguito la scorsa edizione di X-Factor? Ebbene quest’anno tra i giudici c’era la star internazionale Mika. Cantante di origine libanese ma che si può tranquillamente definire abitante del mondo. Mika parla correttamente 5 lingue, tra le quali l’inglese, idioma con cui canta, e l’italiano. Ebbene nel suo discorrere nella nostra lingua ha più volte usato dei termini in inglese italianizzandoli, come “choosare” per dire scegliere. Che cosa curiosa, avranno pensato in tanti. Ma non i giocatori di poker che usano questo slang italo/anglosassone praticamente da sempre. “Bettare“, “raisare“, “shovare” e anche “whinare” sono solo alcune delle tante parole inglesi che vengono declinate come verbi italiani. Una frase tipica di un giocatore di poker potrebbe essere: “ho raisato la sua bet su flop sconnesso sapendo che il suo range di call poteva contenere tanta air. Così ho bluffato al turn per givuppare in caso di suo shove”. Tutto chiaro, no? Se la risposta è sì, siete dei giocatori abituali di poker.

 

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