Poker Editoriale: I social network, un’arma a doppio taglio per i pokeristi

Approfittiamo del decimo compleanno di Facebook per una riflessione sull’uso dei social network da parte dei pokeristi. Uno strumento potenzialmente utile può rivelarsi un’arma a doppio taglio se usato in maniera sconsiderata…

Approfittiamo del decimo compleanno di Facebook per una riflessione sull’uso dei social network da parte dei pokeristi. Uno strumento potenzialmente utile può rivelarsi un’arma a doppio taglio se usato in maniera sconsiderata…

 

Da anni i social network hanno rivoluzionato le nostre vite e la comunità pokeristica in particolare deve ringraziare Facebook, Twitter e gli altri ambienti digitali. Tanti grinder hanno potuto conoscersi, migliorare tecnicamente e stringere amicizie proprio grazie alla rete, prima sui forum e poi sui più moderni social. Mantenere contatti ed essere sempre aggiornati è importante, così come è molto comodo aggiornare i propri fans sull’andamento di un torneo semplicemente con un tweet. Le notizie su FB e simili passano più velocemente e un pro può sempre lavorare sulla propria popolarità con qualche post…

 

Ma il rapporto tra pokeristi e social network non è tutto rose e fiori. Troppo spesso i giocatori italiani abusano di questo strumento e a volte riescono addirittura a danneggiare la propria immagine! Bisogna imparare quindi a gestire la propria identità virtuale, ricordando che dietro ad ogni pc c’è una persona reale… Nell’ultimo periodo abbiamo registrato numerosi esempi di pessimo uso dei social da parte dei pokeristi italiani.

 

I vari tagli di fine anno dei team pro hanno generato comportamenti fuori da ogni logica. Ogni poker player si è sentito in dovere di pubblicare lacrimevoli messaggio d’addio e gli amici ovviamente hanno alimentato questa pantomima che non avviene neppure tra i calciatori di Serie A. Va detto che in questo caso alla base c’è anche una mancanza di comunicazione da parte delle poker room, che forse potrebbero sprecarsi a scrivere un breve comunicato a riguardo.

 

Calmaaa!

È un’usanza ricorrente inoltre quella di scagliarsi contro i blogger e i giornalisti del settore, accusati dai players di essere parziali e di snobbare gli infiniti talenti del poker made in Italy. Questa è un’usanza che non passa mai di moda, forse un modo per sfogare brutte uscite dai tornei oppure per alimentare l’ego di chi si ritiene, un personaggio pubblico vittima di chissà quale complotto.

 

Senza addentrarci in discorsi troppo complicati, vi basti sapere che c’è anche chi si è ‘bruciato’ una sponsorizzazione importante per colpa di qualche bestemmia di troppo su FB. Inutile dirvi che questo comportamento è assolutamente sconsigliabile se avete un qualunque tipo di ambizione nel mondo del poker.

 

Speriamo che con il tempo i pokeristi imparino ad usare i social in maniera più saggia e professionale. Per adesso aprire Facebook è sempre molto rischioso: ogni giorno si può trovare di tutto tra i contatti di un appassionato di poker! Nel frettampo divertitevi… e imparate almeno a fare un stamp per braggare decentemente una vittoria online.

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