Poker online Italia: e se azzerassimo tutto e ripartissimo da zero?

Il poker online in Italia e’ stato legalizzato ufficialmente sei anni fa con un sistema di tipo concessorio. In questi anni il mondo del poker e’ molto cambiato e dopo un gradissimo boom iniziale si assiste negli ultimi anni ad un forte declino. E se azzerassimo tutto e ripartissimo da capo?

Il poker online in Italia e’ stato legalizzato ufficialmente sei anni fa con un sistema di tipo concessorio. In questi anni il mondo del poker e’ molto cambiato e dopo un gradissimo boom iniziale si assiste negli ultimi anni ad un forte declino. E se azzerassimo tutto e ripartissimo da capo?

 

La prima cosa che si dovrebbe cambiare ritornando a sei anni fa e’ proprio il sistema concessorio, che io cambierei con un sistema concessorio con liquidita’ internazionale, ovvero il giocatore paga le tasse in italia, ma puo’ giocare liberamente nelle poker room online.com. Questo sistema che spero venga prima poi utilizzato da tutte le nazioni, consente ai giocatori di poter giocare contro players di tutte le nazioni, agli Stati che utilizzano questo sistema di gioco di poter incassare le relative tasse e alle poker room online di avere una sala regolamentata con con un bacino di utenza enorme.

 

Uno dei principali problemi che hanno portato il poker.it alla situazione attuale, con una sola poker room che detiene oltre il 50% del mercato deriva dal fatto che molte sale “Italiane” piuttosto che competere con Pokerstars, hanno deciso di competere tra di loro, dando il via libera alla conquista della room della picca del mercato Italiano. Pensate invece se le “tre grandi sorelle” italiane avessero insieme creato una poker room “italiana”, ora il mercato sarebbe completamente diverso (come e’ successo in francia con Winamax), con questa ipotetica sala “italiana” che avrebbe una quota di mercato pari ad almeno il 20-25% del mercato.

 

Tavolo online PokerstarsAnche il “fattore” People’s poker ha portato nel mercato del poker online un forte “scossone”. Il sistema di raccolta del network si e’ “sfaldato” per via della fuori uscita di moltissimi concessionari nel corso degli anni, che hanno “indebolito” il network, che lo ricordo nel periodo di maggior splendore deteneva una quota di mercato superiore al 30%. Cosa sarebbe successo se le politiche di People’s poker fossero state diverse e il network non avrebbe mai perso i concessionari maggiori?

 

Se si tornasse indietro di sei anni, credo che con l’esperienza accumulata dai vari concessionari in questi anni la situazione si potrebbe cambiare di molto. Credo che in Italia ci sia posto al massimo per due o tre network oltre a Pokerstars e che le sale che compongono i vari network devono insieme riuscire ad attirare giocatori dagli altri network e non di farsi la “guerra” nel proprio poker network. Anche il livello di gestione della sala deve essere assolutamente cambiato, in molti casi si e’ assistito ad una gestione “troppo superficiale” da parte di moltissime poker room .it che ha lasciato campo aperto a Pokerstars.

 

Come tutti sappiamo pero’ purtroppo non si puo’ tornare indietro, ormai gli errori sono stati commessi e il poker.it inizia a diventare sempre meno proficuo sia per il giocatore che per le sale italiane che per lo stato. L’unica soluzione possibile per rilanciare il settore e’ arrivare presto ad un mercato europeo regolato comune che possa consentire una maggiore liquidita’ e una regolamentazione stabile che possa attrarre nuovi investimenti.

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