I migliori grinders che scappano all’estero, gli ultimi dati della raccolta ed i bassissimi numeri registrati da quasi tutte le poker rooms continuano a creari dubbi sul futuro del poker online italiano. Cosa succederà al nostro amato gioco?
I migliori grinders che scappano all’estero, gli ultimi dati della raccolta ed i bassissimi numeri registrati da quasi tutte le poker rooms continuano a creari dubbi sul futuro del poker online italiano. Cosa succederà al nostro amato gioco?
I migliori grinders che scappano all’estero, gli ultimi dati della raccolta ed i bassissimi numeri registrati da quasi tutte le poker rooms continuano a creari dubbi sul futuro del poker online italiano. Cosa succederà al nostro amato gioco?
A sei anni dalla nascita del poker online italiano legalizzato arrivano i primi seri dubbi su quanto fatto fino ad oggi. Purtroppo dopo un inizio più che incoraggiante, con numeri per certi versi sbalorditivi, il fatturato del poker online è sceso di circa il 50% negli ultimi due anni. Una crisi spinta dalla situazione economica nazionale ma che in realtà è conseguenza di diverse cause scatenanti.
Una di queste è sicuramente il bacino d’utenza, che se nei primi anni della legalizzazione ha vissuto un incremento esponenziale, dovuto al boom del gioco in se e alla grande pubblicità, è adesso ridotto veramente all’osso dopo la grande fuga dei cosiddetti ‘fish’. La cannibalizzazione di questa particolare tipologia di giocatore, attraverso l’arrivo del poker cash game nelle rooms italiane, ha praticamente cancellato una delle maggiori ‘fonti di sostentamento’ di tutto il movimento.
La fine del ‘boom’ del poker online è coinciso con l’inizio della scomparsa dei cosidetti giocatori della domenica. Le sale adesso sono sempre più vuote e per questo costrette ad
abbassare garantiti, promozioni e sistem vip. Intanto anche il cash game è diventato una farsa per regulars in cerca di punti… un gioco di una noia mortale dove difficilmente si vede dell’action, soprattutto in determinate fasce orarie.
Insomma, il giocattolo sembra si stia rompendo o per lo meno la strada intrapresa porterà presto a situazioni ancora più drammatiche. Come se non bastasse sono arrivati anche i casino games e le slot machine, nuovo terreno fertile dove i gambler possono ‘sperperare’ le fortune che prima erano destinate agli squali del poker online.
Soluzioni? Al momento nessuna se no quella di lasciarsi andare fino alla fine del gioco o quella, auspicata dai tanti appassionati che ancora resistono, dell’apertura dei confini nazionali agli stranieri, la cosiddetta liquidità internazionale. Aprire a tutte le nazioni che hanno una regolamentazione simile alla nostra, per creare un unico mercato del poker online legale, potrebbe essere l’arma vincente per dare nuova linfa e quindi nuovi input ad un settore altrimenti destinato ad un declino lento e doloroso.
Una riforma del settore dei giochi non sarebbe affatto male, il momento è quello giusto e l’arrivo di una nuova regolamentazione ufficiale potrebbe attrarre nuovi investitori e nuovi giocatori, stuzzicati dall’idea di confrontarsi con eventi dal montepremi molto più alto o con tavoli del poker cash game pieni di action.
E voi cosa ne pensate? Qual’è la vostra cura per il poker online italiano? Aspettiamo le vostre idee in merito sul forum di PIW.
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.