La Casa degli Assi: un’occasione sprecata?

Sono andate in onda le prime puntate del reality ‘La Casa degli Assi’ e i pokeristi sui social non sembrano molto entusiasti di questo programma. Le potenzialità ci sono, ma forse è troppo difficile proporre il poker al grande pubblico.

Sono andate in onda le prime puntate del reality ‘La Casa degli Assi’ e i pokeristi sui social non sembrano molto entusiasti di questo programma. Le potenzialità ci sono, ma forse è troppo difficile proporre il poker al grande pubblico.

 

C’era parecchia curiosità riguardo alla Casa degli Assi, ovvero il primo reality show italiano dedicato al poker. Tutti volevano capire soprattutto che tipo di trasmissione sarebbe nata, quanto spazio ci sarebbe stato per il lato tecnico del gioco e quanto invece per gli elementi tipici di questi show, il lato umano dei concorrenti, ecc… Ebbene, ora che le prime puntate sono andate in onda, possiamo esprimere i primi giudizi. Cominciamo dicendo che i commenti del web non sembrano molto entusiasti, soprattutto per quanto riguarda la comunità pokeristica.

 

Alcuni sono rimasti delusi perché si aspettavano una trasmissione molto più tecnica e incentrata sul gioco del poker. Questo però non era assolutamente pensabile, visto che lo scopo di PokerStars e del programma è praticamente l’opposto: far conoscere il poker al grande pubblico e portare nuovi giocatori ai tavoli. Per questo lo show punta molto su personaggi particolari, storie di vita ‘strappalacrime’ e cose che non riguardano strettamente il gioco al tavolo.

 

Chi vincerà i 50mila euro?

Non serve essere grandi esperti di TV per capire che al momento il genere che va per la maggior è proprio questa commistione di reality/talent. Ci si può infilare dentro la cucina, il canto, il ballo, il poker, l’uncinetto o qualunque altra cosa. L’importante alla fine è mostrare emozioni autentiche, sfide… Creare insomma interesse all’interno di vicende umane con protagonisti interessanti.

 

La Casa degli Assi tuttavia è un caso particolare e fa sorgere non pochi dubbi. Dunque, ai pokeristi non piace perché si gioca poco (e male). Ai non pokeristi invece viene proposto nel modo più friendly possibile un gioco… che però forse costituisce un prodotto troppo ‘di nicchia’. Insomma, alla fine questo show chi lo deve guardare? Ci si può davvero appassionare ad un gioco di carte guardando un reality? In Francia il format viene proposto da diversi anni, da noi riusciremo a ripetere con successo l’esperimento?

 

Aspettiamo i vostri pareri sul nostro forum. Lasciamo in sospeso ogni giudizio e aspettiamo almeno che la trasmissione entri nel vivo. Nel frattempo agli appassionati di poker toccherà vedere Luca Pagano e gli altri coach alle prese con degli amatori e non all’EPT o altri grandi tornei…

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