Poker Online: maleducazione ai tavoli, altro malcostume del poker online nostrano

Il poker online italiano sta vivendo un periodo di crisi non certo passeggero. Sono finiti i tempi delle vacche grasse dei primi tempi e l’intero movimento si è assestato con numeri che sono decisamente inferiori a quanto si potesse inizialmente immaginare.

Il poker online italiano sta vivendo un periodo di crisi non certo passeggero. Sono finiti i tempi delle vacche grasse dei primi tempi e l’intero movimento si è assestato con numeri che sono decisamente inferiori a quanto si potesse inizialmente immaginare.

 

 

Le cause di questa profonda crisi in cui riversa il poker online italiano sono molteplici. E non c’è da sottovalutare nessun aspetto se si vuole che il movimento torni a crescere e che nuovi giocatori si affaccino ai tavoli di poker.

 

L’offerta dei tornei, le promozioni e tante altre cose adducibili alle poker room sono sicuramente alla base, ma a volte è quello che succede al tavolo a mettere in crisi il sistema. Spesso capita di leggere delle chat surreali, con gente che augura addirittura la morte al proprio avversario che l’ha appena eliminato per un asso caduto al river, di certo non adducibile alla sua volontà (anche se pienamente nelle proprie speranze di vincere la mano anche con un colpo di fortuna). Morte al padre, alla madre o ai figli e via di insulti di ogni tipo ed origine. Tutte cose che a leggere danno sempre una pessima sensazione.

 

Certo, non voglio dire vedere gente che insulta in chat sia il motivo scatenante della crisi del poker online italiano, ma un certo effetto negativo lo provoca sicuramente. Sono sempre stati in tanti a lamentarsi della maleducazione dei giocatori italiani al tavolo da poker. E da quando il poker online italiano è ghettizato nei propri confini questa caratteristica si è accentuata.

 

Massimo 'MAXSHARK' MoseleProprio di questi giorni è la polemica innestata da un nome noto del poker nostrano, Massimo ‘MAXHARK’ Mosele che si è scagliato su facebook contro una persona che definire maleducata è significa davvero fargli un favore. La vicenda ha visto come involontario protagonista Stefano Mosele, figlio di Max e grinder di poker online al pari del padre. Ebbene Stefano è stato preso di mira da un avversario al tavolo, nel corso di un torneo dal buy-in importante, prendendo ad offendere in maniera anche pesante senza un apparente motivo.

 

Il membro del Team Pro PokerYes ha pensato bene di mettere in piazza la discussione postuma avuta con il tipo in questione, cercato apposta su facebook per avere un chiarimento su tale comportamento ed accanimento. Ebbene l’unica cosa che ne è venuta fuori è che il povero Stefano ha avuto a che fare con un maleducato di prima categoria. Una persona che non merita la minima attenzione ma che non meriterebbe nemmeno di mettere il naso fuori da casa tanto è irreale e fuori luogo il suo modo di porsi verso persone che, in definitiva, nemmeno si sa chi siano.

 

E come lui, tanti si divertono ad insultare o a sfogarsi verso il giocatore avversario di turno, che magari ha fatto la giocata sbagliata, cosa che per inciso è quello che chiunque gioca a poker cerca di far fare ad un avversario, ma che si è visto premiato dalla fortuna di un board a lui favorevole.

 

E allora via ad insulti, allo sfogo dei più bassi istinti primordiali ed agli auguri peggiori per la vita futura sua e dei suoi cari. Cose assolutamente biasimevoli e fuori luogo. Chi gioca a poker sa benissimo che la fortuna gira. E che tutti “sculano”. Chi può dire di non aver mai vinto un colpo partendo da dietro anche di molto? Credo nessuno di tutti quelli che leggono. E chi lo dice ha probabilmente una cattiva memoria.

 

Allora qual è il senso di tale accanimento? A cosa serve essere maleducati in chat e scrivere le peggiori cose che si possano pensare in quel momento se non solo a causare il disgusto di chi legge?

 

Subire una bad beat può scatenare l'ira dei giocatoriLa cosa peggiore poi di questa gente è che il più delle volte sono i classici leoni da tastiera, che quando invece siedono ad un tavolo di poker live tengono la testa bassa e non si permettono di proferire nessuna parola fuori luogo che porterebbero a subire probabili ritorsioni fisiche, come anche ovvio che sia.

 

Un malcostume molto italiano che ha un fondamento nella frustrazione della vita di tutti i giorni che non sempre è farcita da soddisfazioni ma, per molte di queste persone, è solo un sopravvivere e un cercare di tenersi a galla da una situazione piuttosto spiacevole. Cercano così di tirar fuori la testa senza metterci la faccia. Non capendo che è soltanto un modo per definirsi falliti in maniera ancora peggiore.

 

Ci si augura che le poker room inibiscano la chat in maniera più pesante per chi abusa di certi linguaggi e che chi invece li subisce si lasci scivolare addosso certi epiteti limitandosi a bloccare la chat del maleducato di turno. Citare il Sommo Poeta in questo caso è piuttosto appropriato. “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa“, scrisse Dante riferendosi agli ignavi, ovvero coloro che vissero senza infamia e senza lode. In questo caso vorrebbero infamare, ma sono persone così piccole che le parole che usano possono far male solo a loro.

 

 

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