Poker Editoriale: per salvare il poker, non mi resta che proporre la chiusura di Pokerstars.it!

La situazione del poker online in Italia e’ cosi’ drammatica, che l’unica soluzione plausibile che mi viene in mente per rilanciare il poker e’ quella di proporre allo stato di chiudere la sala numero uno, che ormai detiene un monopolio e ripartire da zero con una nuova regolamentazione.

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La situazione del poker online in Italia e’ cosi’ drammatica, che l’unica soluzione plausibile che mi viene in mente per rilanciare il poker e’ quella di proporre allo stato di chiudere la sala numero uno, che ormai detiene un monopolio e ripartire da zero con una nuova regolamentazione.

 

Ovviamente la mia e’ solo una provocazione che serve per attirare l’attenzione di tutti i giocatori e gli addetti ai lavori su un problema che da molti mesi e’ sotto gli occhi di tutti, ovvero la fine degli investimenti nel poker online in Italia da parte di tutte le sale.it (e questo comporta minori promozioni, minori tornei garantiti, stop alla promozione del gioco in tv, nel web ecc…) e hanno dirottato i budget nelle scommesse sportive o nei casino’ online dove non esiste di fatto un monopolio (almeno per ora)

Lo so benissimo che Pokerstars al momento e’ l’unica poker room online in Italia che permette ai giocatori di partecipare a tornei con montepremi milionari, di trovare giocatori ai tavoli di cash game 24 ore su 24 ed e’ l’unica sala che introduce delle novita’ tecniche o di gioco come gli spin-go.

Ma c’e anche un rovescio della medaglia, ovvero Pokerstars ragiona come una multinazionale e investe nei mercati per raggiungere un profitto e una volta che il mercato non e’ piu’ profittevole lo abbandona. Se in una nazione detieni una quota di mercato superiore al 50% e’ inutile investire, ma cerchi di mantenere la tua quota con il minimo sforzo. Ed e’ questa la politica che ora Pokerstars sta attuando in Italia dopo gli investimenti prodotti nei primi anni del.it.

Tavolo GD pokerL’altro 50% del mercato e’ “in mano” agli altri poker network presenti in Italia ( I-poker, Actives Game, Lottomatica, People’s poker e Partypoker) che ormai hanno delle quote di mercato cosi’ basse da rendere gli investimenti nel poker online in Italia inutili o poco profottevoli ed e’ questo uno dei motivi principali che ha portato i grandi concessionari esteri che sono entrati negli ultimi anni in Italia, a decidere di investire forte nelle scommesse sportive dove non esiste un monopolio, o nei casino’ online, mentre hanno investito molto poco per promuovere il poker online

Aprire il mercato ad una liquidita’ europea potrebbe essere una prima soluzione per contrastare la caduta di questo splendido gioco, ma anche per quel che concerne l’italia l’unione di piu’ poker network in uno solo, potrebbe ridare slancio a questo gioco. Si crerebbe cosi’ un duopolio, da una parte Pokerstars.it con il 50% del mercato e dall’altra tutti gli altri poker network italiani che si fondono in un solo network e detengono cosi l’altro 50% del mercato, lo so che questa soluzione e’ molto complicata in Italia, ma almeno lasciatemi sognare che questo monopolio possa un giorno finire.

 

Redaelli Tiberio

https://twitter.com/redapiw
@redapiw

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