Che il poker online italiano non stia vivendo un periodo florido è sotto gli occhi di tutti. Quando poi anche una domenica di fine ottobre, periodo generalmente favorevole al poker online, si chiude in rosso, allora c’è davvero qualcosa che non va.
Che il poker online italiano non stia vivendo un periodo florido è sotto gli occhi di tutti. Quando poi anche una domenica di fine ottobre, periodo generalmente favorevole al poker online, si chiude in rosso, allora c’è davvero qualcosa che non va.
Che il poker online italiano non stia vivendo un periodo florido è sotto gli occhi di tutti. Quando poi anche una domenica di fine ottobre, periodo generalmente favorevole al poker online, si chiude in rosso, allora c’è davvero qualcosa che non va.
Quella appena passata è stata un fine settimana piuttosto sfavorevole per le poker room italiane, visto che molti tornei di poker online domenicali non hanno cappato il montepremi garantito. Una cosa piuttosto inusuale visto che la domenica è il giorno in cui si raggiungono i numeri più alti, per logica conseguenza del fatto che, oltre ai giocatori abituali dei tornei multitavolo di poker online, ci sono anche tutti quegli appassionati che durante la settimane, per ragioni lavorative, non possono frequentare in maniera assidua le poker room.
Aggiungiamoci poi il fatto che ottobre, soprattutto nella seconda parte del mese, è storicamente un mese di buoni numeri per il poker online nostrano. Il motivo è semplice, ad ottobre comincia a fare piuttosto freddo e la gente preferisce trascorrere in casa gran parte del tempo libero, sia al nord che al sud Italia. Possibilità che porta un aumento nel numero dei giocatori di poker online. Tranne, evidentemente, in questa ultima domenica.
Il dato più interessante riguarda quello che può tranquillamente definirsi come il principale torneo di poker online domenicale italiano, per numero medio di partecipanti e montepremi garantito, ovvero il Sunday Special. Questa domenica lo Special ha visto alla partenza meno di 2.000 giocatori, che hanno apportato un contributo per il montepremi di €177.210. Essendo il montepremi garantito di €200.000 la poker room ha in pratica perso €22.800 in un sol colpo. Sulla stessa linea negativa anche il Sunday High Roller (-€3.200) e il Sunday Evening (-€2.842). Per quasi €30.000 di lay out per PokerStars nei tre principali tornei domenicali della poker room numero uno in Italia.
Non è andata meglio alle altre poker room, visto che l’Explosive Sunday del circuito iPoker, torneo da €50.000 garantiti e con la possibilità di doppia chance per i giocatori, ha incassato €33.390, facendo perdere così €16.610 alle poker room appartenenti al network. Male anche l’High Roller da €10k Gtd, non coperti per €1.720 dai 46 iscritti.
Un po’ meglio è andata al circuito Active Games che pur non facendo grossissimi numeri, almeno non ci ha perso. C’è innanzitutto da specificare che per questa domenica non era presente nessun torneo dal buy-in superiore ad €100, quindi niente High Roller, e che il major domenicale ha un montepremi minimo di “solo” €30.000.
Sono stati sufficienti quindi al Sunday Master i 342 players iscritti per ritoccare il montepremi di €780 in positivo. Meno bene il Mini Master (buy-in €37 e montepremi da €10.000), che ha perso €450, ed l’AMAZING Sunday (€100 per €10.000), che ha invece ceduto €190. Il saldo finale è comunque in positivo, anche se davvero di poco.
Nel totale questa domenica di poker online è costata agli addetti ai lavori circa €47.000. Non proprio bruscolini in un periodo di grossa crisi economica, ed in particolare per il poker online che non raccoglie più gli un grosso numero di appassionati come succedeva fino ad un paio di anni fa. c’è bisogno di un inversione di tendenza e ce n’è bisogno da subito perché, allo stato attuale, il giochino ha davvero un futuro scarno. E con lui tutti quelli che ne hanno giovato, e ne giovano tutt’ora, che siano giocatori, imprenditori o addetti ai lavori e media. E l’unica via di soluzione percorribile appare l’apertura al quella parte d’Europa dove il gioco è già regolato da leggi, per un mercato comune.