Il poker live è una bomba ad orologeria pronta a scoppiare

Il poker live in Italia e’ diventato un gioco ormai in preda ad una totale anarchia, dove in migliaia di poker club sparsi per tutta la penisola si organizzano tornei con buy-in sempre piu’ alti e dove il poker cash prolifera senza nessun tipo di controllo ne fiscale ne normativo.

Il poker live in Italia e’ diventato un gioco ormai in preda ad una totale anarchia, dove in migliaia di poker club sparsi per tutta la penisola si organizzano tornei con buy-in sempre piu’ alti e dove il poker cash prolifera senza nessun tipo di controllo ne fiscale ne normativo.

 

Sono ormai passati tanti anni da quando il governo presieduto da Silvio Berlusconi e con a capo Roberto Maroni al ministero degli interni, decise la chiusura di tutti i poker club in Italia in attesa che il monopolio di stato realizzasse in pochi mesi un regolamento valido per tutto lo stivale, ma purtroppo di questo fantomatico regolamento non vi e’ mai stata traccia e in Italia dopo pochi anni riaprirono prima centinaia e poi migliaia di circoli dove si gioca a poker, in molti dei quali si e’ deciso di seguire e rispettare il regolamento dettato da una famosissima sentenza che legalizzava il poker live ma solo a certe stringenti condizioni:

 

-Buy-in contenuto

-Premi non in denaro

-Un solo torneo giocato al giorno

-Assoluto divieto del poker cash-game

 

Ma in moltissimi altri club, questa sentenza e’ stata solo un palliativo per poter svolgere all’interno del proprio club il gioco del poker, con tornei con buy-in sempre piu’ alti, con garantiti che in alcuni casi sono piu’ alti di quelli giocati nei tornei organizzati nei quattro casino’ italiani e sopratutto con tavoli da poker cash game presenti in moltissimi circoli italiani.

 

Poker LiveLa domanda quindi che mi pongo e’ la seguente “ma come e’ possibile che in Italia nell’anno 2015 si possa giocare tranquillamente ad un gioco “in nero”, ovvero dove il denaro non e’ tracciato da nessuno, dove non esiste un regolamento e dove sopratutto non c’e nessun tipo di controllo”?

 

Credo che in nessuna nazione civile al mondo potesse succedere una situazione cosi’ surreale come quella che viene tollerara ora in Italia, dove un gioco non regolamentato viene lasciato gestire violando tutte le normative in materia di fisco, di riciclaggio dai responsabili di club che al 90% dovrebbero essere associazioni no profit, sotto gli occhi di tutti e nel silenzio piu’ totale da parte di chi dovrebbe invece intervenire per realizzare un regolamento che indichi cosa si puo’ o cosa non si puo’ fare in un poker club e sopratutto certifichi il movimento di contante all’interno delle sale e ne determini quindi un vantaggio fiscale per lo stato.

 

In Francia hanno deciso lo stop del poker live nei club, come in Svizzera e nessuno si e’ piu’ sognato di aprire un club dove si possa giocare a poker, i tornei sono stati “legalizzati” solo nei casino’ nazionali e la legge e’ stata rispettata, io non chiedo la chiusura dei club nazionali che secondo me sono una buona risorsa per divulgare questo splendido gioco, ma credo che non si possa neppure chiudere gli occhi e far finta di nulla, quando nessun regolamento o speudo regolamento viene rispettato nel 90% dei circoli italiani.

 

Il gioco del poker live ha bisogno di una normativa chiara e di regole uguali e sopratutto fatte rispettare in tutta Italia, cosi’ e’ solo una bomba ad orologeria che prima o poi scoppiera’…

 

 

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