Le Meteore del Poker Live, Matteo Taddia: “Mi manca quell’entusiasmo che avevo un tempo”

Siamo al quinto appuntamento con la nostra rubrica ‘Le Meteore del Poker Live’. Oggi il nostro protagonista è il bolognese Matteo ‘Rooney’ Taddia, oggi lontano dai tavoli verdi, dalle carte, dal poker.

Siamo al quinto appuntamento con la nostra rubrica ‘Le Meteore del Poker Live’. Oggi il nostro protagonista è il bolognese Matteo ‘Rooney’ Taddia, oggi lontano dai tavoli verdi, dalle carte, dal poker.

 

E’ stato per diversi anni membro del team pro Snai. In squadra con lui c’erano giocatori del calibro di Riccardo Lacchinelli o anche Luana Spadaro, anch’essa di recente protagonista della nostra rubrica ‘Le Meteore del Poker Live‘. E oggi tocca proprio a Matteo ‘Ronney’ Taddia ricordare i vecchi tempi e raccontarci i suoi progetti presenti e futuri, oggi che nella sua vita il poker è solo un lontano ricordo, ma che forse un giorno potrà tornare.

 

Ciao Matteo e grazie per il tuo tempo. Sappiamo che oggi il poker lo hai riposto in un cassetto, per sempre? E cosa ti ha spinto a cambiare strada? Di cosa ti stai occupando ora o quali sono i tuoi progetti futuri?

 

Ciao a tutti gli amici pokeristi! In questo momento dopo anni di battaglie in tutto il mondo sono fermo per motivi di passione! Mi manca quell’entusiasmo che avevo un tempo, quindi sono in attesa! Ho preferito lanciare un prodotto nuovo (mio) sempre sul gioco ma indirizzato sul calcio: il MEGAGAMESOCCER. Tuttavia, penso però che tornerò sperando che la malasorte degli ultimi due anni si sia allontanata.

 

In carriera hai vinto oltre mezzo milioni di dollari. Tra le tue tante bandierine spicca senza dubbio quella da quasi 60 mila dollari vinta nel 2010 al main di Poker Club. Guardando indietro pensi che avresti potuto fare di meglio, ci sono degli errori di cui ti penti? Oppure pensi di aver sempre dato il massimo?

 

2- Quella fu per me una vittoria molto importante, arrivata in un momento magico… Il 2010 è stato per me un anno molto fortunato e penso di averlo sfruttato bene. Ma non sono riuscito a fare il salto più alto nei tornei importanti, purtroppo ricordo colpi bruttissimi in EPT e WSOP, che potevano cambiare la mia strada. Questo è un gioco che spesso non ti lascia speranze! Poi di errori ne ho fatti parecchi, ma penso di aver gestito bene le mie finanze.

 

Qual è il tuo ricordo più bello di quando eri pro di Snai? Con chi del team di senti tutt’oggi?

 

Sicuramente Dino Break, Lacchinelli e Mojo, sono le persone che maggiormente mi sono rimaste nel cuore e che sento tutt’ora! Dino Break rimane una personaggio simbolo e grande giocatore! Un ricordo forse più vivo fu la vittoria del side della prima SNAI cup appena ingaggiato, ma soprattutto la sala al nono piano di Campione prima degli eventi con tutta quella luce e il lago sotto…

 

Come è nata la carriera di Matteo Rooney? Come ti sei avvicinato al texas hold’em?

 

Iniziai a giocare a Texas nel 2005 grazie a un mio amico di las Vegas che mi disse di questo ‘poker online’ su Ultimate Bet. Persi tanto quell’anno, non sapevo nulla. Poi iniziarono i primi tornei a Lugano da 200 franchi, solo la domenica pomeriggio, e poi gli eventi di Luca Pagano (altro genio per me), da lì a poco potevi giocare a poker ovunque e in qualsiasi momento.

 

Taddia e Lacchinelli

Guardandolo da fuori, oggi il poker quanto è cambiato rispetto a quando giocavi tu? I giovani pokeristi di oggi, sono più preparati di chi ha iniziato a giocare agli inizi del 2000 come te?

 

Ma ora per me la fortuna incide al 98%. Prima al 85%. Questa è la mia impressione. Di tutti quelli che arrivano quasi nessuno è meno preparato di chi non arriva. Chi riesci a crearsi il bankroll può giocare di più e fare più risultati! Tanti giovani fanno buoni risultati, ma anche tanti altri sono in difficoltà e relegati nell’ombra.

 

Oggi consiglieresti a tuo figlio di tentare di intraprendere la carriera di poker pro? Se si perché?

 

Mio figlio ha solo 2 anni e se ora fosse in grado di decidere lo lascerei libero, dicendogli chiaramente che la fortuna è molto più importante della bravura in questo campo, ma provare non è sbagliato!

 

Hai la possibilità di toglierti un sassolino nella scarpa se lo vuoi, così come salutare le persone che più ti hanno aiutato a diventare uno dei più forti giocatori di poker in Italia.

 

Senza ombra di dubbio una persona chiave è il mister Enrico Mognaga. Grande amico e grande persona, forse la bandiera del poker in Italia. Forse quello che realmente prima di tutti ha capito questo gioco! Per quanto riguarda i saluti avrei una lista infinita.

 

Grazie e ancora, e un saluto da PIW

 

Saluto tutti gli amici di PIW e arrivederci in altre battaglie sui tavoli!

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