Poker live: possibile copiare il modello svizzero?

Siamo ormai a circa un anno da quando il poker live in Italia è stato bloccato al di fuori delle case da gioco essendo reputato gioco d’azzardo. A nulla sono serviti i ricorsi, le sentenze e le dichiarazioni di esperti in contrasto a tale giudizio.

Siamo ormai a circa un anno da quando il poker live in Italia è stato bloccato al di fuori delle case da gioco essendo reputato gioco d’azzardo. A nulla sono serviti i ricorsi, le sentenze e le dichiarazioni di esperti in contrasto a tale giudizio.

 

 

 

A settembre fanno dodici mesi dal divieto. Dodici mesi passati ad aspettare che il governo italiano si accorga del disagio causato ad una grossa fetta di italiani, evitando, di fatto, di proseguire con quello che per molti era un hobby, per altri un lavoro.

 

Un caso analogo s’è venuto a creare nella vicina Svizzera, dove i circoli erano riconosciuti e il gioco ammesso. E per tanto molti italiani abitanti al confine prendevano d’assalto tali circoli dove potevano continuare a giocare a poker.

 

tavolo da poker con giocatori attorno
In Italia si può giocare a poker solo nei Casinò

 

Poi le cose son cambiate anche lì, in quella che sembrava un isola felice. Adesso i circoli sono stati dichiarati illegali, al pari dell’Italia, e il poker relegato nei casinò. La legge non è ancora entrata in vigore e per tutto agosto si potrà continuare a giocare. E poi? Sembra che una soluzione sia già allo studio: affiliare i numerosi circoli alle case da gioco con una sorta di franchising, in modo tale da poter continuare nella propria attività in modo del tutto legale.

 

Così facendo i casinò riceverebbero un ulteriore percentuale d’introiti totalmente nuovi andando ad accontentare un bacino di utenza che altrimenti non coprirebbero.

E in Italia cosa si fa? La risposta più naturale a tale domanda sembra essere “niente”, se è vero che i nostri vicini di oltre alpi stanno già studiando il caso mentre nel bel paese si dorme da troppo tempo.

 

Logo dell'AAMS
La AAMS dovrebbe provvedere a regolamentare anche il gioco live

 

Una soluzione del genere, sebbene applicabilissima e conveniente per tutti, non sembra possa accontentare in primo luogo i nostri governanti che, pur avendo a più voci dichiarato di aperture di nuove case da gioco sul territorio, fanno sempre più orecchie da mercante alla spinta dei comuni a tale riguardo. Appare quindi improbabile che possano concedere a delle piccole succursali, anche solo per il poker live, di operare sul territorio in nome e per conto delle quattro case da gioco dislocate ai confini, ed oltre, della nazione.

 

Ormai non c’è più una parola per descrivere lo stato d’animo dei giocatori italiani. Frustrazione, indignazione, scoramento sono solo alcune delle sensazioni che si prova se solo si pensa che è già passato un anno e per il poker live ancora non si è fatto niente.

 

 

 

Roberto ‘Ronnie Rosenthal’ Sorrentino
ronnie@pokeritaliaweb.org

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