Mezzanotte e mezza e l’amico con cui stavo giocando il torneo se n’è andato lasciandomi con uno stack che non mi invidiano neanche gli eliminati. C’è da inventarsi qualcosa mi dico: vediamo come è andata quella serata.
La bolla è scoppiata. Siamo ITM e non certo per merito, mi duole dirlo ma è stata solo una questione di fortuna. Con le mie 2.000 chip mando in coin flip. Utg apre per 600 , mando per circa 2.000 con ApQf da CO e il bottone si appoggia con Jqjf. Fold no sense di OR. Vinco il flip e tra bui, ante e miniraise mi riporto a 6.000. Non male davvero considerando come si era messa.

Nel frattempo continuano a fioccare gli out e mi rallegro nel vedere che scalo qualche posizione a premi. Vegeto per un po’ mantenendo costante il mio stack con quache steal qua e la fino a quando pesco 7f7c e decido di aggredire il raise di un maniac al tavolo. Lui apre a 930 sui bui 300/600/75 e decido di pusharlo per circa 8.000 chip. È una mano su cui ho parecchi dubbi, ma considerando che il mio avversario era a 10.000 chip circa credo che non fosse un call così facile con gran parte del range con cui poteva aver aperto. La decisione infatti è difficile per lui che impiega molto del time bank disponibile per cliccare su… call. Mostra 5c-5d. Mi rallegro di un call come quello e vado avanti con quasi 18.000 chip.

Mi sento rinato, ci vuole una sigaretta e la accendo ora che sono di grande buio. Ho 7q4p, appena si muove qualcosa sono pronto a foldare. Non gioca nessuno fino al BB che si appoggia pagando 300 chip. Normalmente punirei quel call, ma ho appena vinto un grosso piatto e non voglio forzare troppo i ritmi. Check. Flop 5d6d8f. Non faccio in tempo a rendermi conto che ho floppato scala che l’avversario mi manda i resti. Non penso molto al call. Chiamo sperando di trovarmi davanti ad un progetto di colore medio basso. L’avversario mi gira 8d6p. Per fortuna la mia scala tiene e volo dritto dritto a 37.500 chip: chip leader del torneo.

Non voglio tediarvi oltre con il mio racconto, alla fine ho raggiunto il tavolo finale e l’ho fato in grande stile, entrandovi da chipleader. Poi la struttura del torneo era collassata ed essendo stato card dead ho dovuto accontentarmi del 5° posto. Ho raccontato di questo torneo non per vanto (mi pare sia chiaro che si è trattato più di fortuna che altro) ma perché mi ha colpito la singolarità del suo andamento. Spero di avervi tenuto compagnia!
scritto da Luca ‘ilFilosofo‘ Barbi