Poker Italia: Miglioriamo l’immagine al tavolo!

Chiassosi e maleducati, così l’Europa vede i giocatori italiani che siedono ai tavoli da poker live. Facciamo un po’ di autocritica per migliorare insieme l’immagine che i giocatori italiani hanno a livello europeo ed internazionale.

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Chiassosi e maleducati, così l’Europa vede i giocatori italiani che siedono ai tavoli da poker live. Facciamo un po’ di autocritica per migliorare insieme l’immagine che i giocatori italiani hanno a livello europeo ed internazionale.

 

 

 

 

Ormai è dominio pubblico: il giocatore italiano non è ben visto ai tavoli da poker internazionali. Eppure siamo uno dei movimenti più grandi a livello europeo, in continua crescita sia come livello di gioco sia come mole di giocatori che puntualmente presentiamo ai maggiori tornei. Lasciando per un momento da parte il livello tecnico dei giocatori, che potrebbe tutt’al più indurre i giocatori stranieri ad una sorta di snobbismo che in un certo qual modo potrebbe favorire i nostri giocatori più preparati (che sono in grande aumento), arriviamo ad affrontare il ben più annoso problema dell’educazione al tavolo, fattore molto sentito all’estero, poco in Italia.

 
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Migliorare significa anche accettare la sconfitta
 
Giocatori stranieri che si lascino andare ad esultanze scomposte o ad atteggiamenti maleducati — come ad esempio invettive contro un giocatore che vince un colpo da dietro — ne abbiamo. Ma a ben pensarci non sono poi così tanti. Phil Hellmuth ad esempio è famoso per le sue “esternazioni”, ma non ne troviamo tantissimi altri. Tra i giocatori italiani invece l‘esultanza e la critica dell’avversario è molto diffusa, gesti molto maleducati per i giocatori stranieri i quali, il più delle volte, che vincano o che perdano, si limitano ad una stretta di mano.
 
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Il tilt è sinonimo di basso livello tecnico
 
Imparare come comportarsi al tavolo sarebbe dunque uno dei primi tasselli da mettere per far sì che il nostro pur grande movimento possa passare da uno stadio amatoriale ad uno professionale. E i miglioramenti da attuare non sarebbero nemmeno troppo complicati: non dare in escandescenze, nel bene o nel male, non parlare in un inglese incomprensibile o peggio ancora in italiano ai tavoli in cui sia obbligatorio l’uso della lingua inglese, e, in generale, seguire le regole di comportamento fissate dalle varie organizzazioni.
 
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Al tavolo siamo prima di tutto tra persone da rispettare!
 
La maleducazione di certi personaggi non può far altro che ricadere sull’intero movimento (giocatori e addetti stampa compresi) e credo che cominciare una sensibilizzazione in materia sia il compito più incombente da affrontare per rilanciare anche a livello europeo la nostra immagine nel poker. Il miglioramento del tasso tecnico deve coincidere ad un miglioramento della comprensione delle dinamiche di gioco e conseguentemente del mindset: nessun giocatore può dirsi preparato se ancora si lamenta di uno scoppio.
 
scritto da Luca ‘ilFilosofo‘ Barbi

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