Il concetto di Range: Il gioco Postflop nel poker

In questa serie di articoli cercheremo di spiegare nel modo più semplice possibile cosa significhi ragionare per range, analizzando una mano di poker nel suo evolversi concreto, dalle fasi preflop fino ad arrivare al river finale.

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In questa serie di articoli cercheremo di spiegare nel modo più semplice possibile cosa significhi ragionare per range, analizzando una mano di poker nel suo evolversi concreto, dalle fasi preflop fino ad arrivare al river finale.

 

 

 

 
Siamo arrivati a scoprire il flop 10c 3q 7p dopo che l’action preflop ci ha visto 3bettare da BTN un raise da CO pari a 3BB. Tra le mani abbiamo sempre Ac Qc, in poche parole asso carta alta. Una mano tutto sommato poco lusinghiera che ci lascia qualche speranza viste le due over card e qualche remoto progetto backdoor. Il nostro unico avversario parla prima di noi e decide per un check to the raiser, noi dal canto nostro non ci lasciamo sfuggire l’occasione e andiamo in continuation bet per circa 2/3 del piatto. Ci aspettiamo un raise da mani che abbiano centrato il flop, un call da mani molto forti (prevalentemente una coppia settata) o da progetti di scala, un fold da mani che abbiano completamente mancato il bersaglio. Il nostro avversario chiama.
 
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Ogni mossa fatta dai giocatori post-flop può aiutarci a comprendere meglio il loro range
 
Possiamo dunque scremare ulteriormente il range di mani nemico e faremo ciò obbedendo al presupposto iniziale che il nostro avversario sia un giocatore sensato.
Il suo call può significare tante cose, e qui viene di nuovo utile ragionare per range. Eccone uno attendibile: 99+, AKs, ATs, KQs, KTs, QTs, JTs, T9s, 98s, ATo, KTo, QTo, JTo, T9o, 98o. Da notare che contro questo range ipotetico la nostra mano ha un’equity di vittoria pari al 28% circa, quindi ora siamo sicuramente noi a dover rincorrere. Scende il turn e tiriamo un sospiro di sollievo: Qf.
 
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I grandi del poker riescono a confondere bene i loro range
 
Ora anche noi abbiamo almeno qualcosa in cui sperare, certo, la donna capitata al turn può aver migliorato anche la mano del nostro avversario nel caso in cui noi stessimo giocando contro Q 10, ma a questo punto ci spaventano di più i possibili set della remota doppia coppia. Il nostro avversario opta ancora per il check e ancora non ci dice granché della sua mano. Potremmo infatti immaginare questo tipo di giocata sia da un progetto sia da una mano molto forte. Decidiamo per una second barrell e spariamo di nuovo 2/3 piatto convinti che a questo punto anche i progetti di scala dovrebbero scansarsi lasciando il posto solo alle doppie — delle quali solo una è legittima vista l’action preflop – e le coppie settate, oltre naturalmente alle overpair. C’è il call.
 
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È molto importante conoscere il proprio avversario per attribuirgli un range
 
A questo punto della mano crediamo che AA o KK avrebbero già rilanciato tantissime volte. QQ forse ci avrebbe chiamato al flop e ora al turn potrebbe essersi ripetuta visto il set. Il range che abbiamo calcolato sul flop rimane per lo più invariato, si tolgono solo un po’ di coppie medie e le monster pair che si sarebbero comportate diversamente. Non siamo messi poi così male dopotutto e vediamo cadere il river: Jc. Una carta terrificante che materializza molte delle nostre paure circa la mano. Con il Jack si chiudono infatti i progetti di scala di cui speravamo di esserci sbarazzati tra flop e turn. L’avversario checka ancora e noi dobbiamo decidere il da farsi. 
 
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Essere top range aiuta sempre!
 
Ancora una volta ragioniamo sui range. Posto che le nostre valutazioni precedenti non fossero completamente fuori strada con quel jack caduto al river noi battiamo veramente pochissime mani con una coppia di donne. Puntare al river sarebbe dunque -EV. Il nostro avversario ha checkato probabilmente sperando che mettessimo nel piatto un’altra puntata per rilanciare e tentare di ingrossare il piatto. Non gli daremo questa soddisfazione: checkiamo a nostra volta. Attendiamo con trepidazione di sapere chi sarà il vincitore e vediamo finalmente la mano da CO: Jf 10p.
Il nostro avversario ha giocato una mano che non avevamo del tutto considerato dopo il flop, ma è solo grazie ad un ragionamento per range che siamo riusciti a perdere il meno possibile in questa mano. Il jack aveva di fatto aiutato la sua mano, anche se non nelle modalità previste.
 
 
Spero che questa breve serie di articoli possano aver almeno dato un’idea generale circa al ragionamento sui range nel poker. Per ogni ulteriore dubbio o chiarimento vi rimando al forum di PokerItaliaWeb.org!
 
 
scritto da Luca ‘ilFilosofo‘ Barbi

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