Il meglio e il peggio del poker online made in U.S.A

Il poker online americano ha vissuto un anno di grandissimi cambiamenti culminato con il primo vero passo verso la legalizzazione di questo splendido gioco: la nuova legge approvata a dicembre dalla Gaming Commission dello stato del Nevada.

Il poker online americano ha vissuto un anno di grandissimi cambiamenti culminato con il primo vero passo verso la legalizzazione di questo splendido gioco: la nuova legge approvata a dicembre dalla Gaming Commission dello stato del Nevada.


Sono stati diversi gli avvenimenti che hanno segnato il 2011 del poker online made in U.S.A, quello che segue è un mini report sui fatti più determinanti, nel bene e nel male, di una delle più grandi industrie del gioco telematico al mondo.

Cominciamo dai vincitori, su tutti va sicuramente in vetta la poker room di PokerStars che ha resistito, senza colpo ferire, al dramma del Black Friday rimanendo al top del poker online mondiale nonostante un sequestro del dipartimento di giustizia americano e diversi atti d’accusa contro i titolari dell’azienda.

A differenza di Full Tilt Poker e Cereus, PokerStars non ha perso un colpo, e se è successo ha avuto la grande abilità di riprendersi immediatamente. In appena una settimana, dopo il terribile venerdì del poker online, la poker room della picca stava già registrando nuovi giocatori dagli Stati Uniti contribuendo così anche alla stabilizzazione del mercato europeo che veniva farevolmente colpito dal comportamento dei vertici di PokerStars.

72billion hand

La 72miliardesima mano, momento top del 2011 di PokerStars

Tra i vincitori dell’industria del poker online statunitense del 2011 c’è sicuramente 888 Network che, controcorrente, ha visto esplodere il proprio traffico di giocatori grazie ad un eccezionale uso del marketing. Il circuito di 888 Poker ha fortificato così la propria situazione sfruttando al meglio le difficoltà delle poker room concorrenti e gettando le basi per un 2012 da record, sicuramente ricco di nuovi ed esaltanti successi.

Ottimo fine d’anno anche per il circuito Merge Gaming e per la Nevada Gaming Control Board che con un secco 4 a 0 ha approvato, finalmente, il poker online in Nevada.

Per quanto riguarda i perdenti del 2011 non c’è alcun dubbio, purtroppo, a chi assegnare la palma del peggiore. Su tutti infatti “trionfa” Full Tilt Poker che ha vissuto un anno drammatico, pieno di scandali e disastri economici. La poker room dei red pro ha dimostrato al mondo del poker online che senza regolamenti rigidi i fondi dei giocatori non sono per niente al sicuro, sono circa 300 milioni di dollari infatti i soldi da restituire.

La speranza è che con la vendita definitiva della poker room cominci subito la restituzione dei capitali, situazione su cui continuano ad esserci diversi interrogativi. Saranno i primi mesi del 2012 a stabilire se Full Tilt Poker avrà le carte in regola per tornare al top del mercato.

bernard tapie fulltiltpoker

Bernard Tapie, nuovo proprietario di Full Tilt Poker

Stessa identica vicenda, se non ancora più problematica, per Absolute Poker e Ultimate Bet, poker room coinvolte in diversi scandali e destinate ad un futuro non certo roseo.

Infine nota di demerito, anche se non per colpa loro, ai giocatori statunitensi che rappresentano il peggio del poker online targato 2011. Se non altro per essersi ritrovati da un giorno all’altro a doversi trasferire in altre nazioni per giocare liberamente.

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