Un’edizione delle World Series of Poker senza Phil Ivey, Tom Dwan, Mike Matusow e qualunque altro debitore di Full Tilt Poker conosciuto come la vedete? Per quanto strana possa sembrare l'ipotesi è reale.
Un’edizione delle World Series of Poker senza Phil Ivey, Tom Dwan, Mike Matusow e qualunque altro debitore di Full Tilt Poker conosciuto come la vedete? Per quanto strana possa sembrare l'ipotesi è reale.
Un’edizione delle World Series of Poker senza Phil Ivey, Tom Dwan, Mike Matusow e qualunque altro debitore di Full Tilt Poker conosciuto come la vedete? Per quanto strana possa sembrare l'ipotesi è reale.
È quello che viene proposto in una petizione organizzata per ottenere il ban dalla competizione pokerista più famosa del mondo almeno per quanto riguarda l’edizione 2012. La minaccia dei giocatori firmatari è quella di boicottare le Wsop e di andare a giocare i tornei al vicino Venetian nel caso in cui la proposta non venga accettata.
È così che i creditori della Red Room si organizzano cercando evidentemente di smuovere le acque intorno a una faccenda che si sta protraendo da ormai parecchio tempo senza che un po’ di chiarezza venga fatta; un’iniziativa sensazionalistica, certo, ma che però non sembra avere futuro visti i presupposti errati su cui si basa. Tutti i giocatori chiamati in causa infatti non hanno, al momento, alcuna responsabilità accertata circa il recente passato della nota poker room online e sarebbe dunque paradossale che, pur senza alcun tipo di pendenza legale nei loro confronti, questi grandi player si vedessero negata la partecipazione alle Wsop.
Certo, le motivazioni che stanno alla base a questa iniziativa decisamente troppo emotiva e populista, sono chiaramente condivisibili; lo sono sicuramente meno i modi con cui si sta cercando di difendere un giusto e dovuto diritto. Per il momento dunque l’azione non sembra poter avere un futuro roseo e nella mente di molti si affaccia il dubbio, realistico, che dietro alla petizione si possa nascondere un gioco di potere tra i magnati del gambling di Las Vegas. Rimarremo certamente sintonizzati sulla questione aggiornandovi in caso di ulteriori sviluppi che, almeno seconod chi scrive, potranno portare unicamente al fallimento dell’iniziativa.