Black Friday: incriminato il proprietario di Bodog

Il sequestro del dominio Bodog.com sembra essere stato solo un preallarme a qualcosa di ben più importante. Infatti il proprietario della poker room, Calvin Ayre, è stato incriminato ieri, insieme ad altri tre uomini, per l'attività di gioco d'azzardo illegale e riciclaggio di denaro.

Il sequestro del dominio Bodog.com sembra essere stato solo un preallarme a qualcosa di ben più importante. Infatti il proprietario della poker room, Calvin Ayre, è stato incriminato ieri, insieme ad altri tre uomini, per l'attività di gioco d'azzardo illegale e riciclaggio di denaro.

 

Anche se questa volta l'incriminazione è arrivata di martedì, si può parlare di una seconda versione del Black Friday, il tanto triste giorno in cui i vertici di tre delle principali poker room mondiali, PokerStars.com, Absolute Poker e Full Tilt Poker, furono formalmente indagati dal Dipartimento di Giustizia USA, con relativo blocco dei propri siti web e poker room.

 

Questa volta l'azione parte dal Dipartimento di Sicurezza Nazionale, sempre degli Stati Uniti ovviamente, che ha prima bloccato il dominio Bodog.com per poi passare all'azione verso il suo fondatore e proprietario, nonostante i vertici della poker room avessero minimizzato sulla prima azione al loro carico. E invece a distanza di sole 12 ore dal blocco del dominio è arrivata anche l'incriminazione per quattro persone, a capo di Bodog, tra i quali il fondatore e proprietario Calvin Ayre. L'accusa è gioco d'azzardo illegale, cospirazione e riciclaggio di denaro. I procuratori sostengono, nei loro capi di accusa, che la poker room utilizzava, per processare i pagamenti del sito ai giocatori sparsi negli Stati Uniti, conti correnti presenti in Svizzera, Inghilterra, Malta e Canada per un giro d'affari di oltre $100 milioni. Gli altri tre uomini coinvolti nel caso sono James Phillip, David Ferguson e Derrick Maloney, accusati di aver collaborato con Ayre nell'attività del sito dal giugno 2005 fino a gennaio 2012. Se riconosciuto colpevole Clive Ayre rischia fino a 5 anni di carcere per l'accusa di gioco d'azzardo e fino a 20 anni per quelle di cospirazione e riciclaggio.

 

Quella contro Bodog è quindi la quarta operazione a contrastare il gioco d'azzardo online illegale da parte delle autorità statunitensi. Dopo le accuse che hanno travolto le attività di PokerStars.com e, soprattutto, Full Tilt Poker e Absolute Poker nel famigerato Black Friday del 15 aprile dello scorso anno. Le accuse portarono all'incriminazione di 11 persone tra cui il fondatore di PokerStars Isai Scheinberg e quelli di Full Tilt, Howard Lederer e Chris Ferguson. Calvine Ayre e la sua poker room Bodog per il momento non hanno risposto alle accuse. 

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