Uno dei fautori della regolamentazione del poker online negli Stati Uniti, il Senatore Barney Frank, dubita che la nuova legislazione entrerà in vigore entro il 2012. Crede piuttosto in un progetto a lunga scadenza.
Uno dei fautori della regolamentazione del poker online negli Stati Uniti, il Senatore Barney Frank, dubita che la nuova legislazione entrerà in vigore entro il 2012. Crede piuttosto in un progetto a lunga scadenza.
Uno dei fautori della regolamentazione del poker online negli Stati Uniti, il Senatore Barney Frank, dubita che la nuova legislazione entrerà in vigore entro il 2012. Crede piuttosto in un progetto a lunga scadenza.
Barney Frank, uno dei rappresentanti del governo degli Stati Uniti d'America favorevole alla legalizzazione del poker online, non è troppo ottimista sul fatto che un disegno di legge sul poker online passerà entro l'anno in corso. Il senatore democratico è uno dei più forti sostenitori della regolamentazione e l'introduzione a livello federale del poker online negli Stati Uniti ed è da tempo attivo in prima linea nel tentativo di convincere i colleghi politici di Capitol Hill sui vantaggi della regolamentazione. Tuttavia, nonostante segnali positivi arrivati da più parti all'interno dei singoli stati membri, pare che nessun regolamento vedrà la luce entro il 2012.
“Mi piacerebbe, ma non sono ottimista – ha dichiarato Frank in una intervista – è comunque ancora possibile in quanto il leader della maggioranza al Senato, Harry Reid, è intenzionato a farlo. E come lui tanta altra gente. Bisogna però vedere come metterlo in legge e questa cosa richiederà più tempo di quanto ci si aspetti“.
Brutte notizia quindi per coloro che avevano sperato nel disegno di legge presentato prima delle nuove elezioni presidenziali, previste per il prossimo novembre. Avvenimento che farà quindi slittare al 2013 la definitiva e tanto attesa regolamentazione del poker online. Malgrado ciò, i singoli stati membri continuano, secondo l'interpretazione del Wire Act, che permette ai singoli stati membri dell'unione americana, di organizzarsi a riguardo con una legge federale. Si rischia però, proseguendo su questa strada, di avere disparità di legislazione troppo marcate tra uno stato e l'altro su uno stesso argomento.
“Prendendo la strada del Wire Act, permesso dal Dipartimento di Giustizia – precisa Frank – si rischia il caos. Ogni stato avrà un suo proprio modo di agire a riguardo a e quando sarà lo Stato a voler mettere le cose in chiaro potrebbe andare in contrasto con la già avvenuta legislazione del singolo stato“. L'unica cosa certa per il 2013 è che la regolamentazione del poker online non godrà dei favori del Senatore Frank, che terminerà il suo mandato, al pari di molti altri suoi colleghi, a dicembre del 2012, andando poi in pensione a partire dal gennaio del prossimo anno dopo 32 anni di appartenenza in cariche politiche per lo Stato.
Quindi USA come l'Italia. Ma mentre dall'altra parte dell'oceano si discute sul poker online, qui da noi regolamentato da una legge ormai da quattro anni, nel Belpaese è il poker live ad aspettare di essere finalmente liberalizzato e diffuso in maniera legale in tutto il paese. Ed anche per questa tanto attesa regolamentazione le cose sembrano essere slittate al 2013, tra lo sconforto e la rassegnazione di tutti i giocatori italiani di poker terrestre.