Caso Full Tilt: servono $900 milioni per l’acquisizione

Dalle ultime indiscrezioni trapelate dal web, pare che il Dipartimento di Giustizia americano abbia alzato la posta in gioco, ora la cifra da pagare da parte di PokerStars, per l’acquisizione di Full Tilt Poker, è di ben $900.000.000.

Dalle ultime indiscrezioni trapelate dal web, pare che il Dipartimento di Giustizia americano abbia alzato la posta in gioco, ora la cifra da pagare da parte di PokerStars, per l’acquisizione di Full Tilt Poker, è di ben $900.000.000.


Non più quindi $750 milioni come stabilito prima dell’udienza dell’8 maggio, ma saranno necessario altri $150 milioni di dollari. Questa è la nuova cifra decretata per risolvere il problema numero uno che intralcia PokerStars nell’acquisizione della Red Room irlandese. Una cifra notevole ma comunque conveniente, poiché altrimenti le multe da pagare ammonterebbero a: 1,5 miliardi di dollari per PokerStars e 1 miliardo di dollari per Full Tilt, per un totale di 2,5 miliardi. Un aumento importante ma che al momento rimane dunque ancora vantaggioso.

Questa nuova indiscrezione è stata resa nota nelle ultime ore dal sito americano Wicked Chops Insider, che tra le atre importanti novità, emerse dalle udienze dell’8 e 9 maggio, informa che: per la riuscita della vendita il Dipartimento di Giustizia americano avrebbe chiesto le dimissioni del fondatore di PokerStars Isai Scheinberg, coinvolto nel caso Black Friday; e inoltre scrive che l’intenzione sia di riportare online Full Tilt Poker e non di incorporarla al 100% in PokerStars, i due siti rimarranno dunque separati; e infine, una volta concluso l’affare ‘PokerStars-Full Tilt Poker’, entro novanta giorni dalla firma dovranno essere rimborsati tutti i players. Questi i punti chiave che si sono trattati nell'ultime udienze.

Insomma, è chiaro che quest'ultimi incontri siano serviti solo a stabilire nuove clausole e pianificare successivi confronti  che saranno poi decisivi per la vendita definitiva di Full Tilt Poker alla poker room numero uno al mondo PokerStars.com. Ci sembra di rivivere dunque la vicenda Bernard Tapie, un anno a trattare con il Dipartimento di Giustizia americano e quando finalmente sembrava giunto il grande giorno della rinascita di Full Tilt Poker, tutti gli accordi sono saltati e l’imprenditore francese si è messo da parte, facendo spazio a PokerStars. Questi ultimi riusciranno finalmente a risolvere l’intricata faccenda Full Tilt Poker o come il Gruppo Tapie all’ultimo secondo alzeranno anche loro bandiera bianca? Una risposta che solo il tempo potrà fornirci.

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