Salta l’accordo tra PokerStars e Full Tilt Poker? I rumors aumentano

Purtroppo arrivano pessime notizie in questi giorni per tutti gli ex giocatori di Full Tilt Poker che aspettano ancora di riavere i loro soldi. Secondo diversi personaggi del settore, come James Barnes e Matt Glantz, l'affare con PokerStars non si farà.

Purtroppo arrivano pessime notizie in questi giorni per tutti gli ex giocatori di Full Tilt Poker che aspettano ancora di riavere i loro soldi. Secondo diversi personaggi del settore, come James Barnes e Matt Glantz, l'affare con PokerStars non si farà.

 

Tutto un bluff, quindi? C'era da aspettarselo, in fondo stiamo parlando di poker rooms… A parte gli scherzi, non sono certo belle notizie quelle che ci arrivano dagli Stati Uniti in questi giorni. I rumors si rincorrono e tutti gli indizi portano ad una conclusione: c'è il forte rischio che l'accordo tra PokerStars e Full Tilt Poker non si troverà mai. Alcuni personaggi illustri hanno voluto esprimere la loro opinione e sembra proprio che gli ex giocatori di Full Tilt debbano rassegnarsi.

 

Eppure a inizio luglio le news erano positive: l'ex CEO di Full Tilt, Ray Bitar, era tornato negli USA dopo 15 mesi di latitanza per consegnarsi alla giustizia americana. Stando alle sue dichiarazioni, l'intento era quello di chiudere l'accordo con PokerStars e far riavere i soldi agli ex giocatori, ma subito dopo hanno cominciato a diffondersi voci pessimistiche sulla vicenda.

 

Ecco allora che una settimana fa è intevenuto James Barnes, consigliere legale di Party Gaming, secondo il quale tutto la storia tra PokerStars e Full Tilt è stata montata solo per allontanare il gruppo Tapie dall'acquisto e difendere il mercato dal ritorno di una room importante come Full Tilt. Accuse pesanti quelle di Barnes, che non vuole rivelare le sue fonti ma dice di seguire da vicino tutta la faccenda.

 

A questo punto è intervenuto Eric Hollreiser, head of corporate communications di Pokerstars, con una smentita secca: “Tutti i rumors che girano su Twitter riguardo il fatto che PokerStars stia per abbandonare l’affare Full Tilt Poker sono falsi.” Si è provato dunque a smontare tutte le accuse, ma sono bastati pochi giorni per lo sgancio di un'altra bomba vera e propria…

 

Matt Glantz, ex operatore finanziario, era stato a suo tempo uno dei pochi a prevedere un esito negativo anche per l'affare con il gruppo Tapie: “Gli azionisti di Full Tilt mi dicevano di tenere la bocca chiusa, insinuavano che io stessi parlando senza cognizione di causa e affermavano che l’affare con Tapie fosse ormai chiuso. Beh, alcune settimane più tardi è finito tutto come previsto: l’affare si è dimostrato un illusione pubblica.”

 

Forse è il caso di preoccuparci se anche questa volta Glantz è scettico? Secondo il suo parere, infatti, il DoJ non può soddisfare completamente le richieste di PokerStars e lasciarla operare liberamente negli Stati Uniti. L'ostacolo sarebbe la Caesars Entertainment Corporation, che già lavora con diversi casinò americani ed è interessata anche al poker online.

 

Secondo Glantz “quando sarà possibile giocare online negli States, il gruppo Caesars si farà trovare sicuramente preparato. Senza PokerStars, Caesars otterrebbe sicuramente una posizione di dominio nel mercato americano del poker online.” Insomma, la vicenda si fa sempre più complicata e noi come al solito siamo solo degli spettatori più o meno interessati. Non possiamo fare altro che aspettare ulteriori sviluppi: ormai ci siamo abituati…

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