Rafael Nadal: ‘Il poker non è un gioco di fortuna o di perseveranza, ma di abilità’

Il campione di tennis Rafael Nadal, neo ambasciatore di PokerStars per la penisola iberica, intervistato da Vicky Coren, racconta della sua prima vittoria al Roland Garros, del suo ritiro dai Giochi Olimpici e del suo nuovo hobby, il gioco del  poker.

Il campione di tennis Rafael Nadal, neo ambasciatore di PokerStars per la penisola iberica, intervistato da Vicky Coren, racconta della sua prima vittoria al Roland Garros, del suo ritiro dai Giochi Olimpici e del suo nuovo hobby, il gioco del  poker.

 

Qualche giorno fa la britannica Vicky Coren ha avuto modo di intervistare, per la rivista inglese Huffington Post UK, il nuovo ambasciatore di PokerStars, Rafael Nadal. Qui di seguito vi riportiamo i passaggi più interessanti dell'intervista.

 

Perché hai deciso di non partecipare ai giochi olimpici?
Il mio ritiro è dovuto alla rotula. Già avevo dei problemi a Wimbledon e sfortunatamente non sono riuscito a recuperare in tempo. È un peccato perché i Giochi Olimpici ci sono una volta ogni 4 anni, ma questa è la vita. Spero di recuperare al più presto.

 

Qual è lo sportivo che ammiri di più?
Ammiro molte persone, però nello sport ho sempre ammirato la mentalità di Tiger Woods. Rimango sbalordito dal suo sguardo e dal suo volto mentre si concentra per colpire la pallina.

 

Quindi ammiri più la forza mentale rispetto a quella fisica?
Ovviamente. Il golf non è uno sport molto esigente sotto l'aspetto fisico, mentre il tennis è la fusione perfetta delle due abilità. È uno sport molto mentale e molto fisico, ma ammiro di più la costanza mentale, perché le capacità fisiche sono molto più facili da sviluppare.

 

Potevi diventare un calciatore, perché hai scelto il tennis?
Ero molto meglio nel tennis, quindi credo di aver fatto la scelta giusta. Mi piacciono molto gli sport di squadra e nel tennis sono rare le volte che riesco a giocare in un team. La verità è che il gioco di squadra mi manca.

 

Questo è interessante, perché il poker è un gioco individuale. È possibile avere un coach, amici e ricevere consigli, ma quando il torneo inizia si è soli contro tutti, come nel tennis. Ti piace l'idea?

Sì. Sei solo e nessuno ti può aiutare. È necessario superare continuamente situazioni difficili e penso che questo sia una bella sfida. Per esempio: se nel calcio non stai giocando bene, non è grave perché ci sono anche altri giocatori; mentre nel tennis se giochi male, sei fuori perché nessuno ti può aiutare. Questo è il motivo per cui il tennis è uno sport molto mentale e perché bisogna essere al 100% tutti i giorni.

 

Nadal, il nuovo ambasciatore di PokerstarsIl poker è nuovo per te, cos'è la cosa che ti attira di più?
Bene, è qualcosa di nuovo per me e spero di goderne al massimo. Credo che alla fine non sia nient'altro che uno sport in cui c'è da lavorare tantissimo sotto l'aspetto mentale e sì, non vedo l'ora di iniziare ad imparare.

 

Nel poker una delle abilità fondamentali è la capacità di non farsi condizionare dalle vittorie né dalle sconfitte, mantenendo sempre la calma. 
Sì, questo è qualcosa che credo di aver dimostrato nella mia carriera: bisogna accettare le vittorie e le sconfitte allo stesso modo. Provo sempre a mantenermi sereno sia in caso di vittoria, sia in caso di sconfitta. Ci sono molto partite di tennis in una settimana, quindi non posso perdermi celebrare una mia vittoria o deprimermi per una sconfitta, perché bisogna essere sempre preparati.

 

Tutti sanno che tu sei uno dei migliori giocatori di tennis al mondo, mentre nel poker non sei uno dei migliori. Ti intimidisce un po' il mondo del poker?
Non sono il giocatore più forte del mondo e non lo sarò mai, e comunque non sono per nulla intimidito! Non mi importa essere il peggiore giocatore di poker al mondo, ammesso che io stia giocando al massimo delle mie possibilità. Quando gioco a golf con i miei amici mi impegno sempre al massimo e con il poker intendo fare lo stesso. PokerStars mi ha offerto un allenatore personale e sto ricevendo consigli da tutto il mondo. I risultati dovrebbero vedersi presto.

 

Quali abilità mentali tennistiche pensi di utilizzare nel poker?
Be', si deve essere molto concentrati ed appassionati perché il poker non è uno gioco di perseveranza o di fortuna, ma di abilità. Devi sapere cosa fare in ogni momento ed è necessario un grande autocontrollo, proprio come nel tennis. Ci sono alcune somiglianze.

 

In ultimo. Può un giocatore di tennis iniziare vincendo un “Freeroll” e finire col vincere un “Evento Princiaple” come Wimbledon?
Sì, però c'è un ampio periodo di apprendimento in cui si deve passare attraverso varie fasi. A 14-15 anni gareggiavo in tornei minori e fu proprio il lavoro giornaliero a farmi migliorare giorno dopo giorno, finché non giunsi fra i professionisti e  vinsi, nel 2005, il Roland Garros, un gran torneo. 

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