Full Tilt Poker: PPA in soccorso del DoJ per il rimborso dei giocatori USA

La Poker Players Alliance, che da sempre lotta per i diritti dei giocatori di poker, non poteva non venire in soccorso nei confronti dei correntisti di Full Tilt Poker, collaborando con il Dipartimento di Giustizia per il pagamento dei players statunitensi.

La Poker Players Alliance, che da sempre lotta per i diritti dei giocatori di poker, non poteva non venire in soccorso nei confronti dei correntisti di Full Tilt Poker, collaborando con il Dipartimento di Giustizia per il pagamento dei players statunitensi.


La PPA ha dunque chiesto è ottenuto l’opportunità di poter raccomandare un percorso per il rimborso dei giocatori statunitensi, dato che per i players USA il caso è alquanto più complicato, poiché il poker online è illegale in tutti gli stati americani e dunque sarà difficile per il DoJ trovare una soluzione a tale problema. La Poker Players Alliance è stata però chiara con il Dipartimento di Giustizia americano nel volere il 100% dei rimborsi per i propri giocatori.

Stando all’ultimo dialogo avvenuto tra il PPA e il DoJ, entrambi le parti sono alle prese per trovare la soluzione migliore. Inoltre, si sta lavorando per i vari bonus rimasti in sospeso come: Tokens inutilizzati, i Punti FTP accumulati e per le Medaglie Iron Man vinte. Qui sarà ovviamente più difficile riuscire a trovare un sistema di rimborso soddisfacente, ma il PPA promette di lavorarci su giorno e notte. Tutti i giocatori statunitensi, inoltre, potranno consultare il sito della Poker PLayers Alliance in ogni momento per ricevere tutte le informazioni necessarie riguardati il loro processo di rimborso. Il sito sarà infatti aggiornato quotidianamente con news, comunicati stampa e aggiornamenti sul loro processo di rimborso.

Problema analogo lo avremo anche noi players italiani che passavamo le nostre giornate a giocare su Full Tilt Poker. Anche noi molto probabilmente aspetteremo un po’ più di tempo prima di riavere i nostri fondi congelati sulla Red Room irlandese. Questo perché da noi l’ostacolo non si chiama DoJ bensì AAMS. PokerStars e Aams sono infatti a lavoro per trovare una soluzione per i tanti italiani ex correntisti di Full Tilt Poker. Il problema è uno solo e riguarda le tasse, infatti, non basterà fare un semplice cash out per noi players italiani, bensì i nostri soldi dovranno passare prima per Aams dato che provengono in pratica dall’estero e bisognerà capire come tassarli.

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