Full Tilt Poker: anche Nelson Burtnick si dichiara colpevole!

Nelson Burtnick, l'ex direttore del reparto pagamenti di Full Tilt Poker, si è dichiarato colpevole nel processo che lo vede coinvolto per poker online illegale. Il 41enne canadese ha ammesso di aver fatto parte di un sistema creato per ingannare le banche.

Nelson Burtnick, l'ex direttore del reparto pagamenti di Full Tilt Poker, si è dichiarato colpevole nel processo che lo vede coinvolto per poker online illegale. Il 41enne canadese ha ammesso di aver fatto parte di un sistema creato per ingannare le banche.


Dopo aver lasciato l'Irlanda per affrontare il processo, Nelson Burtnick ha cominciato a rilasciare dichiarazione in serie. In una di queste ha praticamente confessato di aver effettuato transazioni bancarie che violano le leggi degli Stati Uniti: “Abbiamo creato questo sistema per permettere ai giocatori di poker degli Stati Uniti di caricare i loro conti. Sono consapevole di aver violato le leggi, quello che ho fatto era illegale“.

Burtnick adesso rischia una pena fino a 15 anni di carcere, tutto dipende dalla sentenza che dovrebbe arrivare a breve tramite il giudizio del giudice distrettuale degli Stati Uniti Lewis Kaplan. Otto i reati dei quali dovra rispondere, tra questi anche quelli pesanti di frode, cospirazione e riciclaggio di denaro. Tutti capi d'accusa che portano, ovviamente, al gioco d'azzardo illegale e quindi alla violazione di tutte le linee imposte della Internet Gambling Enforcement Act (UIGEA).

Il canadese è l'ottavo uomo fermato, degli undici coinvolti, dopo l'apertura da parte del governo americano del processo per i fatti avvenuti durante il Black Friday. Dei sette uomini che lo hanno preceduto sei si sono dichiarati colpevoli delle accuse. Tre di loro John Campos, Brent Beckley e Ira Rubin, sono già stati condannati mentre Bradley Franzen, Chad Elie e Ryan Lang sono attualmente in attesa di giudizio.

L'unico a dichiararsi non colpevole è stato Ray Bitar, l'ex Chief Executive di Full Tilt Poker, che attualmente si trova agli arresti domiciliari, in California, in attesa del processo che giudicherà il suo ruolo nella complicata vicenda del Black Friday del poker online. Intanto piovono guai su tutti gli altri protagonisti della vicenda. Sono stati infatti scoperti investimenti per circa 440 milioni di dollari provenienti da 'attività di gioco d'azzardo'.

Il procuratore per il Distretto di New York ha avanzato di conseguenza la richiesta di sequestro di beni ai danni di Chris Ferguson, Rafe Furs, Howard Lederer e Ray Bitar. Il più colpito dal provvedimento, al momento, è Howard Lederer che ha visto finire sotto sequestro ben ben sette beni immobili, di cui sei nella capitale del gioco di Las Vegas. Tra i vari beni sequestrati figurano anche due abitazioni nell’esclusivo e lussuoso quartiere residenziale di Summerlin nella zona di Ridges, Las Vegas.

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